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Il Positive Self Talk Antipanico in TV

La storia del signor Guido De Angelis

Oggi, vi vogliamo raccontare l'esperienza di una persona che ha combattuto e sconfitto i suoi attacchi di panico e lo faremo pubblicando il racconto che lui stesso ci ha fatto pervenire. 


" Tutto ebbe inizio nel 2003 o forse l'anno successivo, non ricordo bene. Mi recai con degli amici nella zona dell'Argentario, dove decidemmo di trascorrere un week end, all'insegna del mare e del sole. Il cugino di uno dei miei amici, che era del posto, possedeva un gommone a motore, quindi ne approfittammo per fare un paio di tuffi un poco al largo. Non ci allontanammo molto, arrivammo solo fino alla boa, che distava forse trecento metri dalla riva. Appena giunti, ci tuffammo allegramente e in apnea, cominciammo ad osservare lo splendido fondale marino. Ero molto preso da quell'esperienza, che non mi resi conto, che il cugino del mio amico, aveva nel frattempo deciso di "scorrazzare" un po' col gommone. Era parecchio che non mi immergevo e le numerose sigarette quotidiane, avevano fatto il loro effetto. Preso dall'affanno, decisi di risalire in superficie per riposarmi un pochino sul natante. Quando mi accorsi che esso si era allontanato ed anche parecchio, fui colto dal terrore e mi aggrappai inizialmente al mio amico che nuotava con me e successivamente alla boa che si trovava nei paraggi...iniziammo a sbracciare, ed il cugino, che evidentemente del tutto "fuori di testa" non era e ci teneva d'occhio, sopraggiunse in un lampo. terminai la mia giornata di mare, nell'acqua bassa dove si bagnano i più piccoli, quelli con la ciambella per intenderci. Quello fu il primo episodio, poi più nulla per diversi anni, anche se probabilmente esso aveva fatto breccia nelle mie sicurezze, e aperto la strada a tutto ciò che seguì. Più avanti nel tempo, le vicissitudini della vita, mi condussero a vivere in Brasile, dove l'ambiente diverso e la lontananza da tutto ciò che mi era familiare, scatenarono appieno il mio periodo più nero con le crisi di panico. Conobbi un medico brasiliano, che mi prescrisse per la prima volta un farmaco chiamato Alprazolam e debbo riconoscere, che fu grazie soltanto ad esso che potei fare ritorno in patria, altrimenti, per niente al mondo, nemmeno sotto tortura, sarei salito su un aereo. Addirittura in quei tristi giorni, semi imbambolato dall'alto dosaggio del farmaco prescrittomi, mi feci fare un tatuaggio su un braccio (cosa che in altre condizioni non avrei mai fatto) ed il buco all'orecchio che desideravo avere da ragazzo e non mi ero mai concesso...insomma, davvero non ero in me. Ora, per farla breve, una volta tornato a casa, feci qualsiasi tipo di esame clinico, perché non ero ancora convinto che si trattasse davvero di un problema psicologico, tanto erano reali le sensazioni "mortali" che provavo, ma la diagnosi era sempre la stessa: Attacchi di Panico. Quindi mi recai presso un centro che si occupa di questi disturbi, e feci tutto ciò che mi consigliarono, psicoterapia e farmaci, presi singolarmente e a coppia...adesso non potrei ricordare neppure quali fossero, talmente tanti ne utilizzai. Passai anni in quelle condizioni, senza migliorare la mia situazione di una virgola. Alla fine, decisi di cercare una via di uscita, facendo di testa mia. Cercai e misi in pratica diverse soluzioni reperite in rete, ancora senza successo, ma alla fine, credo fosse Marzo o Aprile del 2012, mi imbattei, cercando ancora in internet, nel Positive Self Talk Antipanico del Prof. Alexandre M. Simonet. Lo dico schiettamente, a quel punto non ero neppure scettico, ero andato oltre lo scetticismo, ero solo disperato e non potevo permettermi di fare lo schizzinoso, decisi di provare pure questa, tanto non avevo nulla da perdere...restai sorpreso, circa una settimana dopo, quasi non rendendomene conto, che quel giorno, non avevo avuto neppure il minimo sentore di una crisi di panico, e lo stesso avvenne anche tutti gli altri giorni successivi. Ero ancora incredulo, ma dovetti realizzare, che finalmente avevo incontrato la soluzione giusta al mio problema. Da allora la mia vita è cambiata radicalmente e sono tornato di nuovo me stesso. In seguito, ho speso parecchie ore a scrivere articoli, girare video, e diffondere questa mia scoperta, sentivo di dover condividere con il mondo la conoscenza di ciò che mi aveva aiutato. Ero molto attivo in merito a questa cosa, quel periodo, al punto che in molti pensarono che ne fossi personalmente ed economicamente coinvolto, fu anche per questo che successivamente smisi di parlarne, ci restavo male nel leggere molti commenti idioti e di trovarmi in mezzo a polemiche che mettevano in dubbio la mia buona fede, infatti, se guardate in Internet e trovate il materiale da me pubblicato, vi accorgerete che è molto vecchio. Adesso però, in occasione della ricorrenza dei quattro anni dalla mia "liberazione" ho deciso di scrivere questo messaggio, che racconta la mia storia, e chiedere ai gestori di questo blog di pubblicarlo, autorizzandoli anche a pubblicare l'indirizzo della mia pagina Facebook, sulla quale, non appena fatto un po' d'ordine fra le mie scartoffie, mi impegnerò a pubblicare tutti i referti medici che riuscirò a reperire, attestanti la mia condizione pregressa, in modo da mostrare chiaramente a tutti, la veridicità della mia esperienza. In quanto invece, a come mi sento ora, beh credo che dovrà bastare la mia parola."

Un abbraccio fraterno a tutti, 

Guido De Angelis

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La pagina FB del Sig. De Angelis che lui stesso ci ha autorizzato a pubblicare è la seguente: Pagina FB di Guido De Angelis

Lo stato auto-ipnotico che porta all'attacco di panico



Iniziare ad introdurre questo tema non è semplice, infatti lo si può fare solamente prendendo come esempio alcuni casi specifici. Starà a voi, adattare questi scenari ipotetici alla vostra personale situazione, che per alcuni potrà essere di un certo tipo e per altri, di differente natura.

Prendiamo come esempio un caso "classico" di attacco di panico e molto frequente, quello che molte persone sperimentano quando sono alla guida della loro automobile.

In queste occasioni, i soggetti colpiti, notano un particolare ripetersi delle crisi, in determinati momenti, che potremmo definire ciclici, rispetto al percorso stesso ed all'istante stesso in cui iniziano a comparire i primi segnali del disturbo.

Per essere più chiari, pare che non sia l'atto in se di porsi alla guida a scatenare le crisi, ma bensì alcuni specifici punti del tragitto. Nel caso di un viaggio in autostrada, per intenderci, sarà l'esatto momento in cui il soggetto si trova tra l'uscita "C" e l'uscita "E", oppure su un determinato cavalcavia, costeggiando una "certa" montagna, un "dato" lago, oppure il solito campo di grano...

Questo avviene perché, alcuni determinati luoghi, sono quelli in cui il subconscio, ha registrato la comparsa di precedenti crisi di panico, oppure richiamano con il loro aspetto il ricordo di tali episodi.

Il trovarcisi, oppure il riconoscere inconsciamente in essi o anche il solo sapere di stare per incontrarli di nuovo, innescano un particolare processo mentale, che potrebbe essere paragonato ad una "suggestione ipnotica".

Come abbiamo specificato in diversi articoli precedenti, ciò viene acuito, molto spesso, dalla perdita di sonno, lo stress e un particolare stato di stanchezza cronica legata ad entrambi questi fattori.

La strada, il flusso dei pensieri, a volte anche una musica proveniente dallo stero dell'automobile, che assume tonalità monotone, ma anche tutta una serie di altre concause, contribuiscono al concretizzarsi di questi stati ipnotici auto-indotti, che per alcune persone si traducono, nei classici "colpi di sonno al volante" con conseguenti incidenti anche gravi, e per altre in attacchi di panico. Quindi, per una volta potremmo dire (magari come magra consolazione) che non tutto il male viene per nuocere!

Ciò che si dovrebbe fare in questi casi, a parte mettere in pratica tutte le tecniche suggerite dal protocollo di trattamento offerto dal Positive Self Talk Antipanico, dovrebbe essere, di comportarsi in tali frangenti, come ci si comporterebbe, se ci si trovasse a dover affrontare una sensazione di sonnolenza letargica improvvisa e persistente, ovvero cercare di svegliarsi il più possibile e modificare le condizioni che hanno indotto quel particolare stato.

Cercate di sorprendere il panico, non lasciate che sia lui a sorprendere voi! Cambiate stazione radio, per esempio, modificate la temperatura dell'abitacolo della vostra auto, scegliete un piccolo percorso alternativo, anche una breve deviazione potrebbe essere sufficiente, e se necessario "schiaffeggiatevi", si avete capito bene, tiratevi un bel ceffone in faccia, o in alternativa datevi un bel "pizzicotto"! Niente meglio del dolore, riesce a trascinarvi fuori da qualsiasi stato di trance.

Ovviamente, e su questo non vi sono "se" o "ma", la prima cosa che dovrete modificare, è il vostro stesso stile di vita, eliminando tutti quei fattori che ritenete possano essere causa di perdita di sonno o stress.