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Il Positive Self Talk Antipanico in TV

Panico


Panico. Una parola che forse avete usato pochissimo prima di essere stati colpiti dal vostro primo attacco di panico. Credevate fosse un termine usato solo per indicare dei casi di estremo terrore e spesso collettivo, da utilizzarsi in circostanze estreme, quali alluvioni, terremoti, naufragi, guerre, e disastri naturali di qualsiasi tipo. Poi la triste realtà. Il panico improvvisamente sembra entrato a far parte integrante della vostra vita, trasformando essa stessa in una catastrofe naturale.

Non potete darvi pace, perché esso sembra non rispondere a nessuna logica. Un fumatore che accende trenta quaranta sigarette al giorno, che scopre dopo trent'anni di avere una seria patologia polmonare, magari se lo poteva aspettare, ma voi? Qual'è stata la vostra colpa?

Questo in genere è il primo pensiero che sfiora la mente di una persona colpita da attacchi di panico. Perché proprio a me? Cosa ho fatto???

La risposta ovviamente non è cosa avete fatto voi, ma bensì cosa vi è stato fatto, cosa vi ha fatto la vita! Situazioni continue di stress, magari che si protraggono fin da un'infanzia travagliata, scarsa comprensione da uno o entrambi i genitori, problemi di competizione nell'ambito scolastico, difficoltà di inserimento nel mondo lavorativo, difficoltà a sbarcare il lunario, crisi economica....tutto contribuisce ad un innalzamento progressivo dello stress, e quando questo diviene una componente costante della nostra vita, ecco che si manifesta l'attacco di panico.

Molte persone ne hanno senza neppure rendersene conto, imputando questa improvvisa sensazione ad un fattore fisiologico, da attribuirsi si all'ansia e alle preoccupazioni ( termine il primo, di largo uso da moltissimi decenni ) ma difficilmente, verranno a conoscenza del problema degli attacchi di panico nel caso che tali episodi si limitassero ad una sola singola manifestazione. In qualche modo, si potrebbe dire che, gli attacchi di panico colpiscono maggiormente, ed in maniera continuativa, più che altro le persone più informate e oserei dire addirittura, culturalmente più preparate.

Ho visto con i miei occhi, persone "poco inclini alla cultura" (per usare un eufemismo) essere colte da evidenti crisi di panico, curarsi con le pillole o le gocce per il cuore della nonna, ed effettivamente impedire il manifestarsi di nuove crisi...(beata ignoranza!).

L'ultima volta, è accaduto proprio poche settimane or sono. Mi trovavo in Russia per una conferenza, quando ebbi un improvviso problema di origine dentale. Mi recai in uno studio dentistico che mi avevano consigliato e mi fecero accomodare sulla "terribile poltrona". Stavo già iniziando a preoccuparmi per quanto mi sarebbe di li a poco accaduto, quando notai la dentista tastarsi il polso. L'avevo conosciuta il giorno prima, quando presi l'appuntamento e mi era parsa una persona solare. quel giorno invece, mi era apparsa cupa già dal primo momento. Le chiesi se stesse bene, e lei mi rispose che non si sentiva bene con il cuore. Al che osservandone i movimenti, mi resi subito conto che ella era preda di una crisi di panico.

Era accaduto l'incredibile, una storia da scrivere sul libro dei colmi. Per la prima volta della mia vita, mi trovavo nello studio di un dentista ed era lui (in questo caso lei) ad avere un attacco di panico.

Per sua fortuna il suo paziente ero io. (anche questo andrebbe scritto nel libro dei colmi dei dentisti)
Attirai la sua attenzione, e con il poco russo di mia conoscenza, condito da qualche parola d'inglese in pochi minuti la feci uscire dal suo stato. Tornò rinfrancata ad eseguire la mia anestesia, che poco prima aveva tentato di effettuare con mano tremante. L'episodio fu di beneficio per entrambi, dal momento che anch'io entrando in azione, avevo dimenticato la mia preoccupazione per l'intervento che dovevo subire.

Tornato a trovarla per un secondo appuntamento, le chiesi come si sentisse, ed ella mi rispose di star molto meglio, appunto perché aveva preso le "goccine" per il cuore della nonna...

Tutto questo per dire cosa? Che a volte anche un colpo di fortuna dovuto magari all'ignoranza, può evitare che le crisi di panico si cronicizzino, e che spesso, ciò che trasforma il problema di un istante di debolezza nella sofferenza di una vita, può essere dovuto proprio al troppo pensare, alla troppa sensibilità, alle troppe elucubrazioni mentali di noi esseri più "evoluti". Non a caso amici miei, ho già scritto in passato che gli attacchi di panico colpiscono le menti più raffinate...

Comunque miei cari, non disperate, e soprattutto niente panico! Siete qui, e vi trovate nel posto giusto. Anche se la vostra situazione è degenerata più di quanto avreste voluto, anche se ormai credete che i vostri attacchi di panico abbiano messo radici in voi, la soluzione c'è ed è qui a vostra disposizione. Il Positive Self Talk Antipanico verrà in vostro soccorso, restituendovi una vita normale.

Written by Alexandre Marcel Simonet.

===>Sconfiggere gli attacchi di panico direttamente da casa vostra

Oggi con quest'articolo ovviamente dedicato agli attacchi di panico, vogliamo sollevare una questione a nostro giudizio di non poco conto. 

Quanto incide, a livello di stress, in un soggetto afflitto da crisi di panico, doversi recare in un ambiente totalmente estraneo a quello domestico, per ricevere sostegno e attenzioni specializzate relative al suo disturbo?

Questo non è il posto per chi soffre di attacchi di panico...



Andiamo ad analizzare vari fattori:

Dunque, avendo ormai appurato dalla lettura dei moltissimi articoli da noi pubblicati, che gli attacchi di panico, non sono né di origine patologica, né biologica, essi non possono in nessun modo essere definiti come una "malattia". 

Ribadito ciò, non possiamo non concordare sul fatto, che la principale fonte che alimenta dette crisi, sia lo stress. Quindi logicamente, dovremmo evitare nel modo più assoluto, specialmente nelle prime fasi del loro insorgere, di sottoporci ad ulteriori situazioni di stress.

Anche il semplice recarci, presso una struttura ospedaliera preposta al trattamento di disturbi psichiatrici, può innescare in noi uno stato ansioso. E' vero che il soggetto che soffre di attacchi di panico, a volte può sentirsi rincuorato dal solo sapere che una figura professionale sta per prendersi cura di lui in qualche modo, ma in opposizione a questo pro, ci sono molti altri "contro" da prendere in considerazione. 

1) Le strutture, che si occupano di questo tipo di disturbi, in genere sono frequentate da una ridda di persone afflitte da ogni sorta di disturbo psichiatrico, spesso per loro disgrazia veramente in male arnese, messi piuttosto male per usare parole più povere...
Quindi una persona perfettamente normale, solo con la sfortuna di essere incappata nel disturbo di panico, potrebbe rimanere molto e negativamente impressionata, dalla visione di questi soggetti, e cominciare a pensare di stare sprofondando a sua volta nel baratro dell'insanità mentale. 
Un ambiente inadatto che può solo generare maggiore sconforto

2) Queste strutture, il più delle volte essendo "zonali", sono quelle a cui ci si vede indirizzati dal consiglio del proprio medico, dunque al problema di cui parlavamo, si va ad aggiungere un secondo problema. Quello della privacy. La persona che vi si reca infatti vedrà accrescere esponenzialmente il proprio livello di stress al solo pensiero, che altre persone residenti nel suo quartiere, possano riconoscerle nell'entrare od uscire da tali strutture, immaginando che abbiano chissà quale tipo di problema psichiatrico, e che in seguito possano divulgare tale "scoperta" ad altre persone conoscenti, alle quali non si vorrebbero rivelare le proprie debolezze. Ovviamente questo discorso è più che altro relegato nell'ambito della fantasia del soggetto in questione, in quanto nella realtà è sia molto difficile che possa accadere, che di nessuna rilevanza pratica, ma...e sottolineo ma, una persona soggetta ad attacchi di panico, non ha assolutamente bisogno di ulteriori preoccupazioni, quelle che ha, sono già più che abbondanti.

Naturalmente, se si è costretti a dover curare una vera e propria disfunzione, tutte queste preoccupazioni passerebbero in secondo piano, cosa ci importerebbe di dover uscire da casa, affrontare il disagio di prenotazioni, attese, spostamenti, pagamenti di ticket sanitari ed eventuali spiacevoli incontri...ma perché, doverci sottoporre a tutto questo, quando ciò che si deve affrontare, non è assolutamente una malattia, ma solo un semplice "disguido" che chiunque può risolvere avendo gli strumenti giusti per farlo da solo?

3) In aggiunta a quanto detto, perché mai una persona afflitta da attacchi di panico, dovrebbe anche solo semplicemente abbandonare il rassicurante conforto, offerto dal suo ambiente domestico e familiare, ed uscire di casa anche solo per recarsi da uno psicologo, quando il miglior psicologo del mondo, se stesso, ce l'ha proprio lì a disposizione tra le mura della sua abitazione? Con questo non voglio dire che chi soffre di attacchi di panico debba condurre la vita del segregato, ovviamente. Chiunque abbia letto almeno un paio degli articoli presenti in questo sito, sa benissimo che noi sosteniamo sempre l'esatto contrario...
Permettetemi però, di fare una netta distinzione: Un conto è uscire per godersi la vita ed affrontare il panico con lo spirito del guerriero, ed un altro è quello di uscire per andarsela a complicare la vita, sottoponendosi ad un disagio tale, che può solo aggravare tutta la situazione generale!

Naturalmente, c'è chi è più fortunato, e può permettersi il lusso di fruire dei servigi di uno specialista privato. Se si è "particolarmente" fortunati, questo specialista sarà anche disposto a visitare a domicilio...

...una ventina di costosissime sedute, che raramente raggiungono lo scopo...

Venite giovedì alle 16...no, aspettate non c'è posto...ecco, ho un "buco" venerdì tra le 13 e le tredici e trenta...oppure: "Posso riceverla solo fra due settimane..."

Normale vero? L'assistenza non ruota attorno ai bisogni del paziente, ma bensì viceversa.

Per poi fare cosa? Raccontare dei vostri problemi ad un perfetto sconosciuto che al termine del quarto d'ora che vi concede finirà col prescrivervi il classico psicofarmaco, che poteva darvi subito, facendovi risparmiare un mucchio di tempo??
A cosa serve, fare finta di ascoltare, quando un soggetto colpito da attacchi di panico, lo si inquadra in pochi istanti, e la terapia farmacologica, la posologia e le dosi non sono altro che una prassi standard identica per tutti? 
Mentre voi esponete i vostri problemi, il "terapeuta" già sta cercando di ricordarsi come aveva scritto l'ultima ricetta! Sappiatelo.

OK, mettiamo da parte per questa volta la superiorità accertata del metodo da noi proposto, dimostrata dai fatti, le autorevoli fonti che lo stabiliscono ecc. ecc...

Concentriamoci solo sull'aspetto di quest'ultimo articolo.

Anche se parlassimo di una parità di efficacia, tra i vari trattamenti messi a disposizione per affrontare il disturbo di panico, non risulta evidente, la convenienza di servirsi di un qualcosa che giunge direttamente a voi, rendendovi partecipi e protagonisti della vostra guarigione, rispetto ad un altro qualcosa che deve essere raggiunto e che già parte svantaggiato, proprio per il surplus di stress che proprio il doverlo raggiungere, in ambienti così freddi, distaccati, sterili, spesso angoscianti vi provocherebbe?

Il Positive Self Talk Antipanico, le cui caratteristiche e le cui dinamiche non andremo di nuovo ad illustrare, perché ne abbiamo già discusso innumerevoli volte in precedenza, lo potrete scaricare direttamente sul vostro PC, nella comoda sicurezza della vostra abitazione, ed esso vi fornirà tutti gli strumenti per diventare voi stessi gli artefici del vostro destino, aiutandovi inizialmente a gestire, poi a combattere ed infine sconfiggere i vostri attacchi di panico. Lo ha fatto con molti prima di voi, lo farà con voi e continuerà a farlo. Sono più di tre anni che il nostro programma è presente in Italia, divulgato tramite la distribuzione via web del nostro manuale terapeutico, ed abbiamo ricevuto solo ringraziamenti e mai nessun reclamo. 

Controllate le date dei nostri primi articoli su questo stesso sito!
Se stessimo diffondendo qualcosa che non corrispondesse a quanto promettiamo, non potremmo essere ancora "on line" e, considerazione ancora più importante da farsi, riguarda la piattaforma di pagamento che noi utilizziamo: PayPal. 

Per Paypal, è un fatto risaputo e verificabile da una semplice indagine in internet, non è il venditore, ma il cliente ad avere sempre ragione!!

Se noi proponessimo un prodotto, che per qualche ragione non soddisfacesse le necessità dei nostri clienti, la quantità di lamentele che PayPal riceverebbe ci avrebbe già inseriti in una Black List, dove il bene che noi distribuiamo (il manuale terapeutico), risulterebbe non più vendibile, mentre chiunque potrà constatare, semplicemente cliccando sul pulsante di Paypal, presente sul lato destro di questo stesso sito, che il titolo dell'opera ed il relativo costo, sono li ben presenti a riprova di quanto da noi affermato in quest'ultimo paragrafo. 


Written by Alexandre Marcel Simonet.