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Il Positive Self Talk Antipanico in TV

Ansia e disturbo d'ansia: nozioni e risoluzione

L'ansia viene considerata parallelamente agli attacchi di panico. Più precisamente, gli attacchi di panico sono annoverati fra i disturbi d'ansia. Ora ci accingeremo ad entrare più specificamente nel merito della questione, ma teniamo a precisare che questa non sarà l'ennesima mera classificazione di un disturbo, argomento trito e ritrito utilizzato in numerosi siti, con gli stessi schemi e cliché ripetuti fino alla nausea. Affronteremo l'argomento da un punto si, didattico e scientifico, ma per giungere ad una concreta soluzione del problema.

Tenete duro, abbiate fede e soprattutto leggete questo scritto fino in fondo. Giunti al termine, saprete esattamente cosa fare.
(nb. cercherò di usare il linguaggio più semplice e meno tecnico possibile, affinché tutti possano comprendere queste nozioni)

Intanto cominciamo con alcune definizioni:


Ansia: cos'è l'ansia.

L'ansia è una complicata mescolanza di emozioni che comprendono  apprensione e preoccupazione, che spesso danno luogo a fenomeni fisici come extrasistole, oppressione al petto, fiato corto, nausea, tremore interiore e vertigini . Può esistere come problema a se stante e diretto oppure può essere causata da altri disturbi psichiatrici. I segni esteriori si presentano come una anomala attività del sistema nervoso autonomo più e in generale il quadro complessivo dei meccanismi che si innescano in uno stato d'ansia, corrisponde in toto, ad una normalissima reazione che si verificherebbe nel caso del classico schema: "affrontare il pericolo o fuggire", quindi è erroneo definire l'ansia una patologia. Quand'è dunque che possiamo definire l'ansia come malattia?

Ansia: ansia generalizzata.

Possiamo cominciare a definire l'ansia come una patologia, quando essa si presenta come ansia generalizzata. Ciò significa, che le motivazioni che danno origine allo stato ansioso, assolutamente chiare nel caso che ci si trovasse di fronte ad un pericolo imminente o ad un effettivo motivo di preoccupazione, vengono assolutamente a mancare, ma esse sono presenti in forma latente e immotivata, soltanto nella mente del soggetto in preda ad una crisi d'ansia o di uno stato ansioso prolungato. A differenza degli attacchi di panico, la cui durata si registra nell'arco di pochi minuti, lo stato d'ansia può perdurare anche diverse ore, ed è per questo che molti soggetti confondono le due cose e spesso non credono che gli attacchi di panico durano poco tempo. Purtroppo le informazioni in materia sono scarse e spesso spiegate in maniera confusa ed il soggetto che viene colpito da questa situazione non riesce a rendersi conto esattamente di ciò che sta verificandosi.


Ansia: ansia di origine fobica

Per comprendere meglio una fobia, dovremmo poter provare ad immaginare una persona che abbia per esempio la fobia dei ragni e capire che questa persona, alla sola vista di un ragno, sarebbe capace di gettarsi da un treno in corsa, pur di sfuggire all'oggetto della sua devastante paura, un terrore profondo ed inesplicabile, che il soggetto stesso, razionalmente riconosce essere ingiustificato ma del quale non può fare a meno di avere un incontrollabile timore. Detto questo, possiamo immaginare bene, che il solo pensiero di dover venie a contatto con la causa di tale fobia, genera in tale persona un'ansia anticipatoria. Ovviamente oggetto di tali fobie, potrebbero essere anche, luoghi chiusi, supermercati affollati, metropolitane, spazi enormi ed aperti e molto altro ancora.



Ansia: ansiolitici

Spesso considerati i più innocui della famiglia degli psicofarmaci (prendi due goccine di questo o una pillolina di quest'altro -parole testuali del 90% dei medici n.d.a.-) spesso chi li prescrive dimentica che il loro principio attivo sono le benzodiazepine. Il funzionamento di tali sostanze, è quello di intossicare il cervello. Se prima per comodità di discorso, abbiamo detto che l'aspetto patologico dell'ansia ( ansia in quanto malattia) rientrava nel quadro dell'ansia generalizzata, a questo punto è d'uopo fare una precisazione: MAI NESSUN MEDICO O ESAME CLINICO AL MONDO è riuscito a dimostrare che i disturbi psicologici siano delle malattie, o meglio che ad un certo disturbo, corrisponda un danno biologico. Voglio essere ancora più preciso al riguardo, perchè questo punto lo ritengo fondamentale, quindi userò parole ancora più povere: Nel cervello di una persona con disturbi di natura psicologica non sono mai riusciti a trovare niente di rotto. Chiaro fin qui? Dunque in pratica, cercare di curare una "non malattia" immettendo nell'organismo sostanze dirette al cervello, per riparare un guasto che non cìè, è quanto di più assurdo si possa immaginare.

La sola utilità che si può attribuire ai farmaci, soprassedendo sulla loro pericolosità, è quella di poter tranquillizzare un paziente iniziale. Il farmaco in poche parole, gli fa capire che non sto morendo di qualche male oscuro, per il motivo che le malattie vere, non migliorano ingoiando ansiolitici. Quindi egli si rassicura, si tranquillizza e comincia a capire che il suo problema è psicologico. Si, perchè non pensiate che sia facile convincere qualcuno, che quello che gli sta capitando non sia dovuto a malattie quali infarto, ictus o tumore...per elencarne solo alcune. Espletato questo compito però, le pasticchine e le goccine, via! Nel secchi dei rifiuti!! Su questo punto, mi dispiace per chi la pensa diversamente, ma sono drastico e non ammetto repliche.


Ansia: terapie per l'ansia e gli attacchi di panico

Terapia farmacologica:  X (voce oscurata di proposito ne abbiamo già discusso fin troppo)

Psicoterapia cognitiva: 

Si basa su un buon approccio al problema, tale terapia è la maggiormente diffusa, anche se con mediocri risultati e tempi di cura lunghissimi, che finiscono per sfiduciare il paziente, il quale tende ad abbandonare la terapia anzitempo, per scarsità di mezzi finanziari e di risultati. La terapia cognitiva utilizza molte tecniche mutuate al positive self talk, ma di questo non se ne fa menzione, anche se andando a vedere su Wikipedia possiamo leggere: " Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi ", e questo è innegabile che sia stato preso "in prestito" dal positive self talk, essendo uno dei suoi princìpi fondamentali. Stesso dicasi per molte altre tecniche che la compongono.

Terapia breve strategica:  

Pur essendo molto più efficace e rapida della precedente, questa terapia, non gode dello stesso prestigio e riconoscimento, sembra quasi che più si va verso una qualità migliore, meno si senta il bisogno di parlarne ( e qui non mi si può accusare di difendere me stesso, ma la verità a questo punto è sotto gli occhi di tutti) tanto è vero, che pur essendo pienamente riconosciuta, Wikipedia alla voce attacchi di panico e alla voce ansia neppure ne fa menzione. 


Positive self talk antipanico: 

Infine, in ordine di maggiore efficacia, giungiamo al positive self talk antipanico. Qui il discorso che facevamo prima, rispetto alla terapia breve strategica, assume ancora una maggior consistenza. ovvero all'aumentare del beneficio offerto da una terapia, aumenta la cortina di silenzio da parte dei media, quasi a dimostrare, che le case farmaceutiche, hanno interessi diametralmente opposti a quelli del benessere pubblico. Cosa se ne farebbero di una moltitudine di persone guarite? A chi venderebbero i loro preziosi farmaci? 
Eppure non mi sto inventando nulla, controllate voi stessi non il positive self talk antipanico, è sufficiente guardare quanto sia nota la terapia breve strategica e quante fonti autorevoli ne parlano, per rendervi conto della sua importanza. Allora, perchè non è menzionata nella voce attacchi di panico e nella voce ansia di Wiki? Mistero della scienza...o della fede? 
Tornando al positive self talk antipanico, per fortuna ci siamo dati molto da fare in prima persona, e grazie all'aiuto di molti volontari, per diffonderne l'esistenza, e su questo sito e nel nostro sito partner Cura del panico , abbiamo pubblicato una grande quantità di articoli che lo riguardano, e citato una miriade di autorevoli fonti che lo prendono in seria considerazione.


Ecco, questi sono i soli quattro mezzi, che la scienza, mette a disposizione per curare l'ansia e gli attacchi di panico, poi si cade nel misticismo, l'esoterismo, la magia nera, le pozioni, il voo doo, e qualcuno (sembra assurdo ma vero) pretenderebbe di curare questi disturbi con le preghiere...

Affinchè non sussistano dubbi, su quanto vi ho detto poc'anzi eccovi un link di wikipedia sulla terapia breve di cui vi ho parlato, controllate personalmente Terapia breve strategica. Dunque come potete vedere, ancora esiste una pagina che ne parla (chissà per quanto ancora) però, sono stati costretti ad aggiungere una dicitura che in qualche modo la fa rientrare nella "terapia comportamentale" (la mafia ordina).
Al positive self talk antipanico, però è capitato di peggio, la pagina di Wikipedia che lo riguardava, e che è rimasta in rete per anni, è stata cancellata, così come è stata cancellata quella che riguardava il sottoscritto. Signori, non sono favole purtroppo, ho delle cause legali aperte con questa gente qui! Il nostro studio legale di Enid in Oklahoma ha dei fascicoli enormi e siamo in continua guerra aperta con le case farmaceutiche. E' soltanto per questo che siamo costretti a dare un prezzo al nostro manuale terapeutico, altrimenti lo distribuiremmo gratuitamente. 

Chi mi segue da molti anni, si renderà conto che non sono mai stato così aperto, spassionato e poco formale come in questo articolo, ma veramente la mia sopportazione e quella di tutti i miei collaboratori sta arrivando al limite. Ciò che combattiamo ogni giorno, si sta facendo via via, sempre più enorme, e temiamo di non farcela più ad andare avanti. 

Guardate solo il posizionamento dei nostri siti, è veramente ridicolo fra i risultati delle ricerche di Google...eppure data la mole di tutti i nostri articoli e degli sforzi che da anni stiamo compiendo per dare visibilità al nostro metodo, dovremmo essere i primi su Google! 
Stanno pagando persone, che si danno da fare, utilizzando i mezzi più subdoli del web, per tenere bassa la nostra visibilità, attacchi hacker di ogni tipo, diffamazione su siti web e pagine FB create con il solo scopo di infangare...veramente di tutto. 

Chiunque ha un problema di qualsiasi tipo, e ne cerca la soluzione in internet, digita la frase contenente ciò di cui ha bisogno e trova la soluzione vero? Il più di voi fortunati, che avete trovato questo blog o l'altro sito, invece vi arrivate per vie traverse, forse un link trovato per caso chissà dove...ecco, questo non dovrebbe accadere. 

Adesso che siete qui, se avete letto tutto, continuate a leggere anche gli altri articoli, io non voglio e non devo convincervi di nulla, le fonti autorevoli, le centinaia di citazioni, di recensioni, e testimonianze, credo che siano sufficienti per darvi una idea dell'importanza del metodo da noi proposto, e quando sarete pronti, se lo sarete, tornate a trovarci. Noi aiuteremo voi a risolvere il vostro problema e voi aiuterete noi a risolvere quello dei molti, troppi che stanno soffrendo senza vedere una via d'uscita.

Written by Alexandre Marcel Simonet

Composizione del manuale sul Positive Self Talk Antipanico


Oggi, scriviamo questo articolo, per far chiarezza una volta per tutte di un'accusa che ci viene mossa dai nostri detrattori, l'unica obiezione che gli è possibile sollevare sul nostro metodo per combattere gli attacchi di panico, ovvero il fatto che il manuale che lo contiene è composto di "sole" 92 pagine.

Ma prima di farlo ripetete con noi: Il manuale è composto da novantadue pagine, il manuale è composto da novantadue pagine, il manuale è composto da novantadue pagine...

Fatto?

Bene, così in futuro non sarà più possibile dare adito a dubbi, sul fatto che lo abbiamo specificato!!

Ora, fate un'altra cosa...contate gli articoli che sono stati scritti in questo blog, che sono 160, addizionateli a quelli che sono contenuti nel nostro altro sito Cura del panico , che sono circa trenta, e sommateci le trenta pagine del manuale e avrete un totale di 210 pagine!!

Dunque non potevamo scrivere un manuale di molte più pagine? Ce ne mancava forse la capacità o la volontà??

La risposta è che il manuale sul Positive self Talk Antipanico non è un libro di narrativa, tutto ciò che doveva contenere lo contiene!!

Non occorrevano milioni di parole, per consegnare ai suoi fruitori la chiave per sconfiggere gli attacchi di panico.

Ripetiamo ancora una volta, come abbiamo fatto in varie occasioni, che ogni pagina del manuale vale oro, e sono stati necessari mesi di paziente e professionale lavoro da parte di tecnici super qualificati, per redigerle una ad una, ponendovi le giuste frasi, nella giusta sequenza, sfruttando le più vaste cognizioni di Behavior therapy techniques e (PNL) programmazione neuro linguistica, al fine di ottenere il risultato voluto.

Ed è questo che fa la differenza fra il nostro manuale e qualsiasi altro testo sull'argomento, rendendolo unico e inimitabile nel suo genere.


Written by, Alexandre Marcel Simonet.

Ecco perché cercate informazioni sugli attacchi di panico



Oggi con questo post, voglio sottolineare l'ovvio. Ma spesso è proprio analizzando l'ovvio che si ottengono le risposte più concrete.

A nessuno verrebbe in mente, di svegliarsi una mattina e cercare la soluzione per i propri problemi di salute in internet vero? Abbiamo un dolore e cosa facciamo? Ovviamente ci rivolgiamo con fiducia al nostro medico curante, come ci è stato insegnato a fare fin dalla nostra più tenera infanzia.

Ma allora, perché ora vi trovate qui a cercare disperatamente delle risposte e soluzioni?

Ve lo dico io perché, la risposta è molto semplice:

Nulla a che vedere con gli attacchi di panico

Ci scusiamo con i lettori più informati, per la stesura di questo post, che nulla ha a che vedere con gli attacchi di panico.
Il commento di un lettore, ci ha però indotti a pensare, che ciò che alcuni danno per scontato, potrebbe non esserlo per altri meno informati. 

Il commento in questione scritto da un anonimo signore, è il seguente:

"chi mi garantisce che e un metodo di pagamento sicuro? Lo vorrei acquistare ma c'e sempre quel ma..."


Fino ad oggi non avevamo pensato ad un simile problema, ma adesso questo commento ci ha messo davanti all'evidenza, che molti potenziali fruitori, potrebbero privarsi della possibilità di accedere al Positive Self Talk Antipanico, perchè colti dallo stesso dubbio che ha assalito questo signore.

Ebbene, a scanso di equivoci, approfittiamo dell'occasione per chiarire che non siamo noi a gestire le transazioni economiche relative all'acquisto del manuale, ma che lo fa PAYPAL, una società che si occupa di gestire tutte le operazioni economiche che si svolgono in internet ogni giorno.

Basta svolgere una semplice ricerca in internet per capire cosa sia PayPal e la sua importanza nel mondo degli affari, è una società quotata in borsa, con sede in Luxemburgo, che con noi non ha nulla a che fare, essa regola dette transazioni ed è una figura giuridica che sta tra venditore e compratore tutelando con imparzialità i diritti sia dell'uno che dell'altro. 

Qui c'è il link di Wikipedia che ne parla:  http://it.wikipedia.org/wiki/PayPal




Cordiali saluti

Lo staff.

Crisi di panico e struttura del Positive Self Talk Antipanico

L'elaborazione del Positive Self Talk Antipanico, ha richiesto numerosi anni di impegno professionale. Nato dall'intuizione del professor Alexandre M. Simonet, è stato sviluppato con l'aiuto di una equipe di psicologi non allineati a quello che potremo definire il "pensiero unico" della psicologia e psichiatria tradizionali.

Potremmo definirli per comodità "obiettori di coscienza", professionisti stanchi e soprattutto disgustati dal dogma dello psicofarmaco. Chiunque per sua sfortuna, abbia avuto la sventura di soffrire di un qualunque disturbo inerente la sfera psicologica infatti, non può non essersi reso conto con quanta disinvoltura le figure accreditate alla cura di tali disturbi, siano inclini alla somministrazione di terapie farmacologiche. Stesse nocive sostanze, per curare problemi a volte anche diametralmente opposti!

Questa propensione, ha fatto infuriare molti giovani professionisti, la cui coscienza, ad un certo punto, non ha più permesso loro di continuare a seguire i dettami di una scienza marcia al servizio delle case farmaceutiche, e chi per una strada, chi per un altra, ha cercato di seguire delle vie alternative che li mettessero in grado di aiutare il prossimo rimanendo in armonia con il proprio senso etico.
Alcuni di essi, intravvedendo la validità delle intuizioni del prof. Simonet, decisero di aderire al suo progetto di sviluppo del PSTAP. Fu dunque istituito un team di lavoro, coordinato e diretto dallo stesso Simonet, ed iniziò l'avventura. Al team iniziale, fu aggregata ben presto anche una equipe di esperti in PNL (programmazione neuro linguistica) e dal connubio di queste due discipline, venne alla luce il metodo di trattamento delle crisi di panico oggi conosciuto col nome di Positive Self Talk Antipanico.


Ogni singola pagina che compone il metodo da noi proposto, ha richiesto mesi di duro lavoro, ed un notevolissimo e qualificato impegno professionale. 
Ogni singola parola contenuta nel testo che andrete a leggere, è stata soppesata, valutata e scelta con uno scopo ben preciso e possiede una doppia valenza, una estrinseca (esternamente visibile) di carattere psicologico, ed una intrinseca (celata al suo interno) contenente la spinta dirompente della PNL. 
L'azione combinata di queste due componenti, determina la disgregazione di quei fattori in grado di scatenare gli attacchi di panico, ripristinando le condizioni ottimali di cui l'individuo che se ne serve, godeva prima del sopraggiungere della prima crisi, riconsegnandolo alla normalità.



   Written by Alexandre Marcel Simonet                                                                                                                                                                       

Avviso per i lettori del blog

Informiamo i nostri lettori ed eventuali fruitori del Positive Self Talk Antipanico, che la pausa estiva è terminata, e con essa il prezzo promozionale del nostro metodo, che tornerà al suo costo originale.

Ricordiamo con l'occasione che per coloro che appartenessero ad una categoria economicamente meno abbiente di persone, è possibile fruire del nostro programma di sconto che permetterà di risparmiare a chi ne farà richiesta, una cifra considerevole, abbattendo tale costo di circa il 40%.

Tenetevi pronti per un'altra serie di articoli interessanti che caratterizzeranno la nuova stagione, e continuate a seguirci.

Cordiali saluti

Lo staff.


Una testimonianza diretta

Ieri presso la nostra redazione, abbiamo ricevuto una mail che con l'autorizzazione dello scrivente, pubblichiamo qui di seguito:


"Salve, mi chiamo Massimo Gomez (madre italiana e padre spagnolo). Ultimamente mi sono appassionato alla storia di un signore, che afferma di essere guarito dal cancro grazie ad una cura alternativa, Non perchè io ne abbia bisogno direttamente, nè per fortuna ne ha bisogno qualcuno dei miei cari, ma perchè anche io come questo signore alcuni anni fa sono stato protagonista di una "straordinaria" guarigione avvenuta con mezzi diciamo "non convenzionali". Nulla a che vedere ovviamente con la gravità della patologia di Amedeo, (questo è il nome di questo signore) ma comunque soffrivo di qualcosa in grado di rovinarti completamente la vita: GLI ATTACCHI DI PANICO. Avevo provato ogni genere di cura e mi ero affidato alla medicina tradizionale senza alcun risultato, anzi i cosiddetti esperti del settore con i loro farmaci mi stavano trasformando in uno zombie. Poi casualmente sono venuto a conoscenza di una cura alternativa, il Positive Self Talk Antipanico da voi fatto conoscere e distribuito, e da allora, dopo averla utilizzata i miei attacchi sono scomparsi del tutto. Ora, leggendo il post di Amedeo, mi sono reso conto, che dopo averne tratto beneficio, forse non ho fatto abbastanza per condividere con il prossimo questa mia esperienza. Ho si scritto qualche commento in giro per la rete, ma lui ci ha messo la faccia, per quanto riguarda la sua di esperienza, anche a costo di ricevere insulti o di essere preso per bugiardo ed ora anche io sento la necessità di fare altrettanto. Prenderò esempio da Amedeo e mi offrirò come "testimonial" presso di voi che distribuite il manuale autorizzandovi fin d'ora a pubblicare i miei dati, la mia pagina Facebook e lo screenshot della medesima, che ho allegato alla mia mail. Forse avrei dovuto farlo prima, ma adesso ho capito quanto è grave e quanto negativamente influisca sulla conoscenza, la "cortina di silenzio" che la cosiddetta scienza ufficiale, stende sui settori che reputa essere di sua stretta competenza, solo per difendere i propri interessi, e ad esclusivo danno del benessere pubblico!!
Spero che anche altre persone beneficiate da questo metodo, seguano il mio esempio, perchè non ritengo giusto venire a conoscenza di qualcosa in grado di aiutare effettivamente il prossimo e tenere per se le informazioni ed i benefici che da esse derivano.
Metto a disposizione il mio profilo FB a chiunque desideri dei chiarimenti, e se lo desidera anche la mia amicizia. Ripeto, "IO CI STO METTENDO LA FACCIA" per dimostrare che il Positive Self Talk Antipanico funziona! Il mio profilo Facebook è attivo da anni, e li scrivo di tutto, parlo di politica, e di qualsiasi argomento, ed ho centinaia di amici che sanno perfettamente che io soffrivo di attacchi di panico e che ora sono perfettamente guarito. se dicessi qualcosa di non corrispondente al vero, che figura farei davanti ai miei familiari ed amici?"

Tanti cari saluti a tutti e un abbraccio,

Massimo.

Questo è lo screenshot della sua pagina FB:


Anche noi dello staff ti ringraziamo Massimo, e abbiamo pubblicato tutto nel rispetto delle tue indicazioni. Qualora ci fossimo sbagliati in qualcosa o decidessi di cancellare questo post, non devi fare altro che dircelo, anche in un commento.

Intervista con Elizabeth Conswort sulla CNN


Intervista rilasciata da Elizabet Conswort, CEO and Communication Manager della Positive Self Talk Distribution, alla CNN.

L'intervista risale ad alcuni mesi fa e nei circa 15 minuti della sua durata, si è parlato dei progressi che si stanno ottenendo mediante l'utilizzo del Positive Self Talk Antipanico e delle aspettative future di chi tenta di diffonderne il suo impiego.

"Non è molto, -ha detto la Conswort alla fine dell'intervista- ma è già un notevole passo avanti che se ne stia parlando in una sede così autorevole. La nostra aspettativa, è quella di giungere al punto che, ogni qualvolta un paziente si rechi dal proprio medico per un problema legato agli attacchi di panico, questi gli suggerisca fra le varie opzioni, anche l'alternativa di poter ricorrere al Positive Self Talk Antipanico, per affrontare il suo disagio. Il PSTAP data la sua efficacia riscontrata, e in onor del vero, l'evidenza che ha dimostrato risultati di gran lunga migliori rispetto a qualsiasi altro approccio, non può essere più ignorato, ed è giunto il momento che questa terapia occupi il posto che gli spetta di diritto, fra le terapie d'elezione per la cura degli attacchi di panico, e non più un ruolo secondario che la vede relegata fra le terapie cosiddette alternative."

Written by, Alexandre Marcel Simonet

Come riconoscere gli "spacciatori" di falsi rimedi per le crisi di panico

In un mio precedente articolo intitolato i falsi rimedi "per far passare l'ansia" ho descritto genericamente alcuni comportamenti a dir poco "spiacevoli" da parte di taluni soggetti, capaci con il loro operato, di gettare il discredito su chiunque si occupi seriamente di approcci alternativi alla risoluzione delle crisi di panico.

Successivamente però, ho approfondito la questione, e ciò che ne è emerso è sinceramente preoccupante.

Alcuni studi, affermano che la maggior parte delle persone, quando leggono un articolo o un post su internet si limitano alle prime due o tre righe, quindi se state ancora leggendo, ciò significa che ritenete importante questo argomento, ed io vi consiglierei di fare lo sforzo di leggere  fino in fondo, perchè quanto sto per dirvi ha del surreale, almeno per la mia mentalità.

Andando a curiosare su alcuni siti in maniera più capillare mi sono reso conto di quanto possa essere difficile per una persona che stia cercando una valida soluzione ad un qualsiasi suo problema, di poter identificare quella giusta, in mezzo ad una vera e propria giungla di assurdità.

La mia scelta di anni fa, di utilizzare internet per la diffusione del Positive Self Talk Antipanico in Italia, fu dettata dall'abitudine all'utilizzo dello strumento telematico, sia nel mio paese di nascita, che negli States, in cui dimoro abitualmente. Se non fosse esistito internet, quasi sicuramente non mi sarei mai avventurato nei meandri della burocrazia del bel paese, tentando una pubblicazione cartacea del mio manuale. Il gioco sarebbe valso la candela, se si fosse trattato di un best seller, e non di una pubblicazione di nicchia come nel mio caso.

Se avessi saputo però, che un giorno avessi visto il mio impegno e la mia dedizione, correre il rischio di venire accostati a tanta mediocrità, forse anche questa decisione sarebbe stata maggiormente ponderata.

Come vedete, ho scelto un semplice blog, per diffondere il mio metodo, e l'ho fatto contravvenendo ai consigli di quanti mi avevano suggerito di creare un sito autorevole. A quanto pare è una delle prime regole di marketing da seguire, specialmente se si vuole fare effetto in luoghi dove l'apparenza conta molto, e in Italia, paese dello stile e del buon gusto, ancora più che altrove. Io però, come tutti i ricercatori, sono un po ingenuo, e non ho prestato ascolto a questi consigli, tirando dritto per la mia strada, convinto che le buone intenzioni e la serietà, avrebbero dato ugualmente i loro frutti. Ora però sono pentito della mia scelta, ma ciò che è fatto è fatto, perché troppi sforzi sono serviti per far conoscere questo blog, e ormai credo sia tardi per ricominciare tutto daccapo, anche se un giorno potrei riprendere in considerazione l'idea di un sito più professionale, che mi aiuti a distinguermi in maniera più netta dai soggetti che andremo brevemente ad analizzare qui di seguito.

Ecco alcuni screenshot  (fotografie dello schermo) di siti "tipo" dai quali dovete guardarvi bene:



E' pazzesco non è vero? Sembra una televendita di coperte e materassi...ma purtroppo c'è qualcuno che ci casca! E non è tutto! Andiamo avanti...




Questi qui sopra, sono due classici falsi commenti stampati e aggiunti ad arte, ai chilometrici discorsi atti a convincere i malcapitati della genuinità di quanto gli si sta proponendo. Ho camuffato il nome del destinatario, perchè è mia sola intenzione mettervi in guardia, e non di interferire con la coscienza di chi si macchia di tali spregevoli sistemi.
Ma adesso viene il bello...

In puro stile da imbonitore televisivo, ecco a voi...la garanzia!!



Capito? La Garanzia...come se si stesse trattando la vendita di un'automobile o di un elettrodomestico!!


Chi potrebbe offrire una garanzia per un argomento cosi sensibile, intimo ed individuale? Neanche il medico che vi cura un semplice raffreddore se la sentirebbe di offrirne, figuriamoci quando si parla di un disturbo mentale...
Gente come questa offende la dignità delle persone!

Un conto è parlare di percentuali e possibilità di successo, altra cosa è una garanzia "soddisfatti o rimborsati"!!

Dopo aver visto questa "roba", sono rimasto sconcertato, e posso capire bene quanti potrebbero nutrire seri dubbi nell'affidarsi con fiducia cieca anche a coloro che come me, hanno dedicato la loro vita con passione e serietà nello studio di questa tematica, ciò che mi limito di dire loro, è di saper cogliere lo "spessore" culturale dei siti che affrontano con competenza tale argomento, e di evitare tutti quegli altri, che si limitano ad un solo manifesto pubblicitario.                                 

Spesso questi siti, non consentono neppure l'inserimento di commenti, mentre chi non ha nulla da nascondere, permette che vengano espressi tutti i tipi di pareri, sia quelli favorevoli, sia quelli di scetticismo, di perplessità, sfavorevoli, che richiedano delucidazioni o quant'altro. Qui da noi, sono graditi tutti i tipi di commento, anche i più critici.

Con la speranza che questo articolo possa esservi stato utile, vi porgo i miei più cordiali saluti.


Written by, Alexandre Marcel Simonet.


L'attacco di panico, un torrente tumultuoso


Immaginate la vostra quotidianità, come il nuotare nelle fresche e placide acque di un ruscello di collina. A volte però, può capitare che delle piogge più a monte trasformino improvvisamente il tranquillo corso d'acqua in un torrente tumultuoso.

E' questo che accade alle nostre sensazioni quando sopraggiunge un attacco di panico.

Cosa fareste, se vi trovaste effettivamente in balia di una corrente che vi cogliesse alla sprovvista nel corso delle vostre spensierate abluzioni? Cerchereste di contrastarla, magari nuotando controcorrente? Tentereste di guadagnare la riva muovendovi lateralmente? Oppure vi affidereste alla fortuna, confidando nel provvidenziale arrivo di un tronco galleggiante al quale potervi aggrappare nella speranza che esso possa rappresentare l'aiuto esterno del quale avete bisogno?

Non si può contrastare una tale forza della natura e sarebbe un errore, eseguire dei tentativi sbagliati oppure smettere di ragionare sperando nell'intervento di qualcosa o qualcuno. L'unica sensata cosa da fare, sarebbe quella di raggiungere un certo grado di distacco emotivo, abbandonarsi alla corrente e aspettare che essa cali di intensità, e nel momento che ciò avviene, cercare di raggiungere la terraferma, verso la quale prima o poi, la corrente vi avrà spinto.

Tutto ha un inizio e tutto ha una fine, e tanto più le situazioni sono improvvise e cariche di straordinaria intensità, altrettanto rapidamente tendono a scomparire.

Per nostra fortuna, gli attacchi di panico, appartengono proprio a quel genere di fenomeni, che tendono a seguire questo tipo di dinamica. Infatti una crisi, per quanto possa sembrare lunga a chi la vive, generalmente in tutte le sue fasi (crescente, culmine, e calante) non dura più di 10-15 minuti.

Per affrontarla al meglio dunque, è necessario cercare di viverla con distacco e tenere a mente durante i minuti cruciali dell'attacco, che essa è destinata inevitabilmente a cessare entro breve termine e che tutti i tentativi di contrastarla, non faranno altro che rischiare di prolungarne gli effetti.

Riassumendo dunque, una crisi di 10-15 (vogliamo esagerare? 20) minuti, crisi non è al di fuori dei 5-6 minuti centrali, quelli che rappresentano il vero e proprio "clou" dell'attacco. Pensate a quanto materiale, ricerche, parole tirate al vento, convegni, libri, e quant'altro, sono stati spesi, effettuati e trattati per poter affrontare questi pochi minuti!


Tutto ciò che dovrete sempre tener presente, è che gli attacchi di panico per quanto possano sembrare reali, sono soltanto una illusione, una menzogna della mente e tutto quello che vi è richiesto di fare per liberarvene, è trovare qualcosa da mettere in pratica durante questi fatidici "cinque minuti" in modo tale da esaurirne gli effetti devastanti.

Una volta capito cosa fare e quali atteggiamenti mentali assumere durante una crisi, il nostro cervello apprenderà automaticamente il da farsi, e quello che all'inizio dovrà necessariamente essere indotto, alla fine diverrà del tutto spontaneo e con il passare del tempo verrà talmente "metabolizzato" da indurre ad una progressiva rieducazione dei processi mentali deviati che scatenano le crisi di panico.

Ci possono raccontare che toccare una mela può provocare forti ustioni alle dita, ma non ci possono convincere a lungo che ciò sia effettivamente così, dopo che una due o tre volte l'avremo toccata e ci saremo resi conto che in realtà non brucia!

Il Positive Self Talk Antipanico è stato realizzato appositamente per fornirvi gli strumenti necessari per poter eliminare con successo i fattori che durante una crisi lasciano credere al vostro io-conscio, che ciò che state sperimentando sia la realtà, e per ricondurvi gradualmente e rapidamente sul sentiero che percorrevate tranquillamente, quando il primo attacco non era ancora sopraggiunto a turbare la vostra esistenza.
Questo a patto però, che nell'utilizzarlo, sgombriate la vostra mente da ogni idea preconcetta che di questo disturbo vi siete fatti, o nella quale magari siete stati indotti a credere.


Written by, Alexandre Marcel Simonet.

La seconda attenzione e gli attacchi di panico



Come promesso in un mio precedente post, proseguo col chiarire alcuni aspetti di un comportamento da parte di taluni soggetti, che desiderosi di compiacere se stessi o per semplice tornaconto personale, tentano di interpretare alcuni concetti del Positive Self Talk Antipanico, giungendo alle conclusioni più erronee, e creando confusione in coloro che invece vorrebbero davvero capire.

Si è provato ad interpretare alcune tecniche del PSTAP, banalizzandole, parlando ad esempio di semplice "distrazione" dal problema degli attacchi di panico, laddove si sarebbe dovuto parlare invece, di sviluppo di una "seconda attenzione". Distogliere infatti la mente da una crisi di panico semplicemente tentando di distrarsi non farebbe che acuire il problema, mentre prendere coscienza che esiste una seconda attenzione ed utilizzare quest'ultima per far comprendere al nostro io conscio che gli attacchi di panico sono solo una illusione, è tutto un altro discorso.

Proverò a rendere più chiaro il concetto, pubblicando una mail che ho ricevuto recentemente, nella quale, lo scrivente mi metteva a conoscenza di un curioso episodio occorsogli.

" Caro Prof. Simonet, questo pomeriggio, mi è capitato di vivere una strana situazione, che mi ha fatto riflettere su qualcosa che lei ha scritto nel suo libro, e mi ha dato modo di mettere in pratica una delle tecniche da lei suggerite. Mi recavo presso un supermercato distante un paio di isolati dalla mia abitazione, per fare degli acquisti. Già durante il tragitto sentii montare una particolare agitazione, l'ansia si stava impadronendo di me. Giunto a varcare l'ingresso del locale, mi sentivo preda di una grande confusione, e mentre percorrevo le corsie tra gli scaffali di prodotti, mi sembrava addirittura di barcollare. Ad un certo punto, vicino al banco dei surgelati, i miei occhi, sgranati per lo stupore di una inaspettata sorpresa, si fissarono su di un simpatico musetto e su un paio di occhietti scuri e brillanti che spiccavano di una maliziosa intelligenza. 

Un Signore forse indiano, teneva in braccio una scimmietta. probabilmente un piccolo macaco. La visione, era straordinariamente inusuale, specialmente all'interno di un supermercato, e ne fui piacevolmente colpito, al punto che per i successivi due tre minuti, dimenticai completamente la mia situazione di alcuni istanti prima. 
Tornandomene a ricordare iniziò nuovamente il disagio, ma ricordando i suoi suggerimenti, dissi semplicemente a me stesso. " Stupido, prima non stavi più male dopo aver gioito per la presenza della scimmietta, ora che fai torni a sentirti male, solo perchè te ne sei ricordato? Lo vedi che è tutta una illusione?" 
Dette a me stesso queste parole, nel giro di pochi minuti il disturbo scomparì, altrettanto rapidamente di come era sopraggiunto..."

La mail continuava con altre parole di ringraziamento e con i saluti, ma il punto saliente di questa esperienza, è dato dal fatto che essa fa capire esattamente la differenza fra un tentativo di distrarsi e un episodio di "seconda attenzione" spontaneo, sul quale è necessario soffermarsi qualora ne capiti l'occasione, per far comprendere a noi stessi, che gli attacchi di panico altro non sono che una menzogna dell'inconscio, che la razionalità può sbugiardare e mettere a tacere per sempre.

Il lavoro su se stessi è duro, la strada è tortuosa e piena di dolore lo so, ma alla fine del tunnel c'è sempre la luce!

Written by, Alexandre Marcel Simonet











Rimodulazione del pensiero nel trattamento degli attacchi di panico

Cos'è che ci fa capire che ci troviamo di fronte ad un albero, quando stiamo guardando un albero?? Perchè guardando l'albero non diciamo: "Toh, che bella automobile!"???

Noi siamo il frutto di un condizionamento che abbiamo ricevuto fin dall'infanzia.

Se le nostre mamme e i nostri papà ci avessero detto: "Guarda, quello è un albero. Buono...ummmhh!" E nell'atto di dire ciò, ci avessero infilato in bocca una caramella o un altro cibo gustoso, saremmo cresciuti con la convinzione che gli alberi siano commestibili e con un buon sapore.

Questa ovviamente, sarebbe stata una "truffa" perpetrata ai nostri danni dai nostri genitori. Ed è così che agiscono gli attacchi di panico.

Noi viviamo una esistenza, in cui il nostro subconscio è in costante dialogo con il nostro io conscio. Ovvero, la coscienza inconsapevole è in continuo contatto con la coscienza consapevole. L'una si nutre dell'altra ed insieme formano il nostro equilibrio emotivo e psicologico.

L'insorgenza degli attacchi di panico, non fa altro che alterare questo equilibrio, facendo si, che il subconscio comunichi false informazioni al nostro io conscio.

Tornando all'esempio iniziale, come potremmo spiegare a quel bambino, divenuto ormai adulto che gli alberi non si mangiano? Quale sarebbe il modo migliore? Farglielo assaggiare ovviamente!!

Ed è qui che entra in gioco la terapia d'esposizione, uno dei punti cardine del Positive Self Talk Antipanico e di molte altre serie discipline psicologiche.

Alle immagini di una bella spiaggia deserta, o a quella di un supermercato troppo affollato, di una grande piazza vasta e desolata o di un cinema pieno di persone a cui dovrebbero corrispondere i concetti di pace, tranquillità, divertimento, piacevole compagnia e maestosità, l'errata comunicazione subconscia in un soggetto afflitto da crisi d'ansia e di panico, sostituisce quelli di paura, angoscia, soffocamento e smarrimento.

Dunque, la sola cosa che c'è da fare, è quella di dimostrare al nostro io conscio, che le cose non stanno come il nostro subconscio, alterato da questo disturbo, ci vorrebbe far credere.

Per fare ciò, però, bisogna armarsi di tutto il nostro coraggio ed affrontare le nostre paure. Appunto esporsi.
Senza "mostrare il petto" a ciò che più ci spaventa, non riusciremo mai a venirne fuori.

Uscite di casa e sfidate le vostre paure, c'è un mondo intero la fuori che sta aspettando delle persone meravigliose come voi!

Written by, Alexandre Marcel Simonet

I rimedi inadatti a "far passare l'ansia"


Mi è capitato recentemente, dando una occhiata ad alcuni siti che in internet propongono delle soluzioni per "far passare l'ansia" (parole testuali NdA) o addirittura gli attacchi di panico, di notare che tali suggerimenti, sono scritti a dir poco in maniera pressappochista, o perlomeno lasciano intendere immediatamente che molti di coloro, che tentano di trattare questo delicato argomento, in realtà ne sanno poco o nulla.

Per fortuna, come se inconsciamente questi "signori" si rendessero conto di scrivere delle corbellerie, essi stessi li definiscono "rimedi". Tutti sanno che rimedio, può essere definita la tisana della nonna, o la cura dello stregone, e questo fa si che la maggioranza delle persone dotate di un poco di conoscenza e discernimento, si guardi bene dal seguire tali consigli.

L'idea che ci si possa liberare dall'ansia, per mezzo di particolari tecniche di respirazione ad esempio è una delle più strampalate che possano esistere. Io mi rivolgo ad un pubblico che questo lo sa bene, perché lo vive sulla propria pelle, e lo faccio da persona che ha sua volta ha vissuto lo stesso problema sulla propria.

Anche io nel mio metodo, faccio un leggero riferimento ad una tecnica respiratoria, ma che ha il solo scopo di dimostrare a se stessi che nel massimo apice di una crisi ansiosa, la sensazione di soffocamento che l'accompagna è del tutto illusoria. Mai e poi mai mi sognerei di suggerire ad una persona che crede di soffocare e ha difficoltà persino a parlare o anche solo a pensare, di compiere degli esercizi di respirazione che lo liberino da tale angoscia. Questo lo può immaginare giusto qualcuno assolutamente ignaro di come funzionino questi meccanismi e di come ci si senta in quei momenti terribili. So con certezza che chi soffre di tali disturbi, sia d'accordo con me e abbia ben compreso ciò che intendo dire.

Un'altra grande (passatemi il termine) "bestemmia" che spesso mi capita di leggere, consiste nell'affermare che per liberarsi dall'angoscia dell'ansia, ci si debba auto-analizzare nel profondo per capire quali siano i "reali" motivi che cagionano questi stati.

Non mi stancherò mai di ripetere che ciò non serve assolutamente a nulla. Tanto è vero, che anche in questo caso, chi è afflitto da tali problemi, conosce benissimo le cause molto banali (anche se spesso drammatiche) che lo hanno condotto a tale situazione: Un mutuo da pagare, il non riuscire a far fronte ai suoi problemi economici, la morte di una persona cara, un trasferimento improvviso, la perdita di un lavoro, l'arrivo inaspettato di un figlio, un periodo di stress eccessivo, ecc. ecc.

Nella psicanalisi grazie all'ipnosi regressiva o al semplice sondare l'inconscio profondo, queste cause vengono portate alla luce e come ciò avviene, nella maggior parte dei casi, arriva la guarigione.

Quando parliamo di ansia e di attacchi di panico, questo però non avviene, semplicemente perché con ciò non hanno nulla a che vedere. L'evento scatenante lo si conosce benissimo ed è determinato da una data situazione (anche materiale es: bagno di folla in un supermercato, viaggio in aereo, nave, treno ecc.) capace di generare il primo stato d'ansia o addirittura attacco di panico della nostra vita, da mettere in relazione con ciò che in quel preciso periodo, stava generando in noi una condizione esagerata di stress.

Se questi "apprendisti stregoni", spesso spinti da interessi personali, si limitassero alla diffusione di queste inesattezze, il danno sarebbe più lieve, ma un'altro aspetto del problema sorge laddove queste persone, pur di acquisire autorevolezza in materia, tendono a screditare chi ha fatto di questo tema la missione della sua vita, e lo ha fatto con perizia e cognizione di causa, tentando di mistificare e confondere il senso delle conclusioni di quei pochi che sono stati in grado di fornire un contributo valido alla risoluzione di queste problematiche.

Per non annoiare e per evitare di creare troppa confusione, continuerò la spiegazione di quest'ultimo paragrafo, in un post di prossima pubblicazione.

Cordiali Saluti.


di Alexandre Marcel Simonet

16ma conferenza mondiale sul Positive Self Talk Antipanico



Oggi, 18 Maggio 2014 si è svolta ad Enid-Oklahoma, presso la sede della World Antipsichiatry Association, associazione no profit diretta dal professor Alexandre M.Simonet che si occupa della riabilitazione e della tutela legale delle vittime degli abusi psichiatrici, la sedicesima conferenza mondiale sul Positive Self Talk Antipanico, il medoto messo a punto dallo stesso Simonet e dalla sua equipe, per eliminare le crisi d'ansia e gli attacchi di panico che ne derivano.

Durante il convegno, i relatori hanno fatto il punto della situazione, illustrando ad una platea composta da gente comune e di "addetti ai lavori", i resoconti annuali e le statistiche relative ai risultati ottenuti a livello mondiale.

Dai loro rapporti il numero dei casi di persone che dichiarano di aver risolto i loro problemi mediante l'utilizzo del PSTAP, risulta notevolmente incrementato rispetto al precedente anno, e questo risultato sembra essere dovuto in gran parte alla costante opera di diffusione da parte di tutti i volontari che hanno dedicato molto del loro tempo ad informare il pubblico di questa opportunità, servendosi della grande visibilità offerta dai social networks.

La grande partecipazione di tutti coloro che sono intervenuti, anche solo con la loro presenza, ci ha resi fieri del nostro impegno e ha ripagato tutti i nostri sforzi. Il nostro obiettivo rimane il seguente: "Fare in modo che nessuno al mondo debba continuare a soffrire a causa degli attacchi di panico".

di Alexandre Marcel Simonet

Caffè: Il nemico "oscuro"




Molte volte vi sarà capitato di leggere articoli nei quali si viene messi in guardia dai pericoli dell'assunzione eccessiva di questa bevanda e di quanto essa possa influire negativamente nei soggetti ansiosi o a rischio di crisi di panico.

Ritengo l'argomento di tale rilevanza, tanto da sentire la necessità di scrivere anch'io qualcosa in proposito.

La prima considerazione che mi viene in mente, è quella di non poter fare a meno di notare, che spesso il problema, viene trattato con fin troppa leggerezza. In effetti di solito, perfino chi cerca giustamente di sensibilizzare su tale argomento, nel farlo si limita a sconsigliarne l'uso smodato.

Questo a mio avviso è un grande errore di valutazione, anzi di sottovalutazione del problema.

La caffeina è annoverata tra le sostanze stupefacenti, e viene utilizzata come insetticida. La sua tossicità è scientificamente dimostrata e pochi grammi sarebbero sufficienti a provocare gravi danni in un organismo sano, e persino causarne il decesso. Questo non è ovviamente il caso delle due-quattro tazze che generalmente il consumatore medio di caffè assume durante la giornata, infatti il quantitativo per tazza è espresso in milligrammi, ma quale persona ragionevole assumerebbe una sostanza tossica soltanto perché essa ha un buon sapore ed un profumo gradevole?

Quando ci rechiamo dal medico per parlargli di alcuni tipi di sintomi, capita di frequente di sentirsi porre la domanda: "quanti caffè beve al giorno?" e a seconda della risposta : " sarebbe meglio se lei riducesse..."

Ogni medico conosce molto bene i danni prodotti dalla caffeina, resta l'interrogativo comunque, del perché non ne venga sconsigliato in assoluto il suo utilizzo. Beh, qui entriamo nel dogma della scienza medica e preferiamo non indagare ulteriormente...

Per quello che ci riguarda però, è bene evidenziare che la caffeina, genera un aumento dell'adrenalina, stimolando il sistema nervoso simpatico, con relativo aumento dei battiti cardiaci associato a frequenti episodi extrasistolici.

Detto ciò dunque, come possiamo limitarci a sconsigliarne soltanto l'uso esagerato? Se le persone afflitte da disturbi della sfera emotiva e da attacchi di panico, ciò che più temono sono proprio l'aumento della frequenza cardiaca e la tachicardia, per quale stupido ed incosciente motivo dovrebbero far uso di una sostanza il cui principale effetto è proprio quello di provocare tali reazioni?

La nostra equipe di studio, ha condotto recentemente tutta una serie di esperimenti su numerosissimi volontari, ed i risultati sono stati tali, da dover scoraggiare l'utilizzo di questa bevanda (che tra l'altro è un "non nutrimento" ) anche in dosi veramente minime.

Come ho già accennato, la caffeina è una sostanza stupefacente, e come la stragrande maggioranza di dette sostanze, provoca dipendenza. Liberarsi dalla letargia indotta dall'astinenza da tale abitudine, potrebbe richiedere qualche giorno, ma di contro, i benefici saranno immediati e considerevoli. Se proprio non vorrete rinunciare al piacere di sorseggiare una tazza di caffè, esistono in commercio degli ottimi surrogati decaffeinati ormai talmente "evoluti", da conservare intatto tutto il gusto e l'aroma.


di Alexandre Marcel Simonet



L'Ansia



Ansia, stramaledetta subdola ansia. Qualcuno l'ha definita simile alla sensazione che si proverebbe se cento gatti ti graffiassero l'anima.

La netta sensazione che qualcosa di brutto stia per accadere, a noi o alle persone a noi care. Realtà? Immaginazione? Premonizione? Sogno?  Fatto sta, che chi ne è soggetto la percepisce come reale.

Spesso questa angoscia crescente, si accompagna a sintomi che vanno dalla secchezza delle fauci, alla difficoltà a deglutire e a respirare il tutto condito da una
buona dose di extrasistole e tachicardia.

Ho detto sintomi? Ecco vedete, ci sono caduto anche io...sto trattando l'ansia come fosse una malattia, ma non lo è affatto! Essa è un atteggiamento mentale, così come lo sono gli attacchi di panico che da essa derivano. Chi conosce infatti l'una e gli altri, non faticherà a rendersi conto che i secondi sono soltanto una "forzatura" della prima.

E' tutto un crescendo di situazioni immaginarie e di scenari che noi rendiamo reali proiettandoli con la nostra mente, che determinano il progressivo passaggio da uno stato d'ansia che definiremo "blando", ad uno più intenso, via via fino nello sfociare in una vera e propria crisi di panico.

Si può essere ansiosi per anni senza per questo divenire obbligatoriamente dei sofferenti di attacchi di panico. Diciamo che tale condizione, la si può raggiungere, quando i nostri dubbi, le incertezze e le paure che ci rendevano ansiosi, vengono a trovare un appiglio anche nella realtà. Faccio un esempio per rendere meglio il concetto: Se a determinare i nostri stati ansiosi generalizzati, era la paura che ci sarebbe potuto venire a mancare un sostegno per il nostro benessere futuro, ecco che gli attacchi di panico subentreranno, nel caso che questo sostegno, venisse davvero a mancare.

Anche al contrario, se la nostra ansia era determinata da un qualcosa che non c'era ma sapevamo doveva arrivare, ecco che il panico, potrebbe giungere proprio in concomitanza dell'arrivo di ciò che attendevamo.
In ogni caso, non è di malattia che stiamo parlando, lo ribadisco, ma bensì di un atteggiamento, una condizione mentale sostenuta da una forte componente suggestiva.

Se comprendiamo ciò, capiamo anche che non possiamo sconfiggere una suggestione che rischia di diventare abitudine, semplicemente ingerendo dei farmaci o qualsiasi altra sostanza naturale o meno che essa sia.

Solo disinnescando i meccanismi, i delicati processi mentali che sono alla base di tale suggestione, possiamo sperare di liberarci dalla nostra inquietudine e da tutto quello che di negativo essa porta con sé. Il Positive Self Talk Antipanico, mette a nudo ognuno di questi fattori scatenanti, riducendoli a ciò che essi realmente sono, ovvero menzogne del nostro subconscio, che io chiamo : "balle" di sapone perché se poste dinnanzi alla luce del ragionamento queste bugie tendono a scoppiare e a sparire proprio come bolle di sapone, lasciando il posto alla rassicurante razionalità, che tutto rimette nella giusta direzione e prospettiva.

di: Alexandre Marcel Simonet

Quanto costano gli attacchi di panico





Ecco un argomento del quale nessuno si è ancora preso la briga di parlare e che ora andremo ad analizzare. Il costo degli attacchi di panico per l' "utente" finale.

Riassumiamo il tutto con uno specchietto che poi cercheremo di commentare.



Sedute psicoterapeutiche: costo medio 60 euro ciascuna
Ciclo di sedute: circa 24 (una volta a settimana per sei mesi) 
Costo totale: 1.440 euro.
(da tener presente che questo ciclo non rappresenta uno standard fisso, ma solo un trattamento di base che nella stragrande maggioranza dei casi non risolve in nessuna maniera il problema e molte persone cadono nel "circolo vizioso" che le costringe alla dipendenza dallo psicologo per il resto della loro vita, nonostante l'assenza di risultati. Sono davvero pochi i casi accertati di "guarigione" mediante l'utilizzo di tali sedute e comunque la maggior parte di essi erano dovuti ad una risoluzione spontanea del disturbo, che sarebbe avvenuta comunque a prescindere da tali terapie.)
Ergo: questo capitolo di spesa potrebbe risultare centuplicato!


Ansiolitici: Lo Xanax è un medicinale di classe C quindi non rimborsabile e una confezione costa all'incirca 6 euro. Moltiplicando questa cifra per un numero X di confezioni che il malcapitato sofferente di DAP è costretto a comprare per il resto della sua vita, non è possibile fare una stima precisa delle spese.
E' vero che qualcuno potrebbe obiettare che in sostituzione dello xanax si potrebbe optare per un suo generico (Alprazolam) ma checché se ne dica della loro equivalenza, poi alla fine i medici non la pensano così, e a tale proposito, sarebbe interessante andare a vedere un commento a caso preso da un sito di medicina ufficiale che riporto qui di seguito: http://www.medicitalia.it/consulti/archivio/279017-alprazolam_al_posto_di_xanax.html Questo discorso naturalmente vale anche per tutti gli altri ansiolitici, inibitori vari ecc. ecc.

Tutto ciò ovviamente, tenendo presente che i farmaci non sono la soluzione al problema, perchè non risolvono il male alla radice, ma si limitano a mascherarne i sintomi, rendendo schiavo chi ne fa uso di una dipendenza senza fine e di un progressivo distaccamento dalla realtà, senza citare nuovamente tutta una serie di altre nefaste conseguenze.

Per non annoiare e per non rendere questo articolo chilometrico, eviteremo di citare tutte le terapie "alternative" e tutta una sequela di mezzucci vari, atti solamente a spillare denaro agli incauti avventori, ma non possiamo fare a meno di rilevare altre spese "aggiuntive" che coloro che sono preda di questo disturbo devono purtroppo affrontare.

Corse al pronto soccorso: Dalle tre alle sei ogni anno
Nel pronto soccorso, viene assegnato un codice d'urgenza che varia da caso a caso denominato "TRIAGE".
I triages più gravi sono esenti dal pagamento del ticket. Agli attacchi di panico, naturalmente non essendo riconosciuti come un vero pericolo viene assegnato il "triage bianco" che tradotto in soldoni, significa 25 euro!! 
Anche questo capitolo di spesa, per ovvie ragioni non è dunque quantificabile, ma se consideriamo che ci sono persone che hanno sofferto di crisi di panico per oltre venti anni, possiamo farcene una idea.

Poi ci sono da sommare le spese per trasporti di urgenza, costi per lavoro non svolto a causa delle crisi, vacanze rimandate e mai godute e chi più ne ha più ne metta...
...senza calcolare il fatto, che una vita senza questa angoscia non ha prezzo!!

Che cifra avremo raggiunto nel nostro calcolo approssimativo? Forse è meglio non fare i conti esatti!


Anche il nostro metodo ha un prezzo è vero, ma veramente esiguo se paragonato a ciò di cui abbiamo parlato. Potremmo pubblicare una lista lunghissima con i nominativi certificati di tutti coloro che di noi si sono fidati, e di tutte le mail di ringraziamento che ogni giorno riceviamo, ma è un escamotage che molti venditori di "fumo" utilizzano, perciò ci asteniamo dal farlo, così ci limiteremo a ricordarvi che:

1) I proventi delle vendite del manuale, vanno a finanziare una associazione che si occupa del recupero e della tutela legale delle vittime degli abusi psichiatrici.

2) Il manuale è a disposizione a metà prezzo per tutti coloro che ci segnaleranno tramite il nostro "programma 50%" la loro condizione di scarsa disponibilità finanziaria (anche se ciò potrebbe prevedere tempi di attesa un po lunghi)

3) il manuale è a disposizione "addirittura" gratuitamente per tutti coloro che ci forniranno una documentazione certificata di effettiva indigenza economica.

Quindi alla luce di tutto ciò non avete più alcun motivo di dubitare e di indugiare. Approfittate dell'occasione che vi ha condotto a visitare il nostro sito, per dare un taglio netto e definitivo con le vostre crisi di panico, riappropriandovi così della vostra vita.

Cordiali saluti
Lo staff.



Un chiarimento necessario

Scorrendo le varie pagine web che trattano l'argomento attacchi di panico, ci siamo resi conto di quanto ultimamente ci sia stato un proliferare di siti in cui viene affermato con disinvoltura di poter garantire la guarigione dalle crisi di panico attraverso i sistemi più disparati. C'è "Tizio" che dice di aver sviluppato un suo sistema personale grazie al suo intuito, "Caio" che vuole vendervi il suo audio-corso...Sempronio che addirittura offre la sua garanzia soddisfatti o rimborsati come nelle più celebri vendite televisive. Ci sono anche i 3x2 i 2+1...insomma di tutto.

Comprendiamo quanto questo possa generare confusione e scetticismo, ed è per questo che ci teniamo a ribadire che ciò che noi vi stiamo offrendo, al contrario del sistema "casareccio" di turno scritto da un improvvisato "Mario Rossi" o da un improbabile "Franco Verdi", è supportato da solide fonti e da moltissime testate giornalistiche, ed il nome dell'ideatore del nostro metodo è conosciuto e rinomato in tutto il mondo accademico.

Egli ha partecipato a numerosissimi seminari tenutisi nelle più importanti università internazionali, e tutto il web celebra i suoi successi.

Sul lato destro di questo stesso blog, sono presenti i link che rimandano a più di 140 articoli relativi al Positive Self Talk Antipanico e quasi la metà di essi, si riferiscono a fonti, articoli di giornale o di prestigiose riviste scientifiche che ne parlano, convegni, conferenze, meeting di ogni genere, simposi universitari, riferimenti a libri ed ogni altro tipo di riscontrabili informazioni.

Al contrario di altri improbabili personaggi, il professor Alexandre M. Simonet, è una persona reale e i suoi dati e contatti, sono facilmente reperibili in rete, egli ha una pagina FB un profilo Linkedin, e una Mail perfettamente rintracciabili, mediante i quali ci si può mettere in contatto con lui.

Gli attacchi di panico, sono un problema serio, e ci dispiacerebbe pensare che alcune persone avessero rinunciato ad approfittare di questa concreta possibilità di venirne fuori per il solo motivo di essere state confuse e disorientate, dall'attività fuorviante dei personaggi sopraccitati, ed è per questo che abbiamo ritenuto necessario scrivere questo post.

                                      Prof. ALEXANDRE M. SIMONET


Cordiali saluti
Lo staff.

Nuovo articolo su Blasting News

Anche Blasting News una importante testata on-line che è nota per l'attendibilità degli argomenti trattati, ha pubblicato un articolo sugli attacchi di panico, incentrato sul Positive Self Talk Antipanico.

La recente ascrizione di questo metodo di cura delle crisi di panico nella quinta edizione del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha favorito la pubblicazione di articoli ad esso relativi, laddove fino a pochi mesi fa non era neppure lontanamente immaginabile, sperare di poter comparire. Finalmente qualcosa si sta muovendo nella direzione di un giusto risalto spettante a questa terapia, per gli straordinari risultati che essa sta ottenendo.

Leggi l'articolo completo



Attacchi di panico e cure naturali


Posso curare i miei attacchi di panico attraverso cure naturali? Se siete giunti a porvi questa domanda, significa che state già un passo avanti!

Ma cosa significa esattamente curarsi in maniera naturale? E' questo il punto sul quale bisogna fare chiarezza.

Sono molti i metodi che vengono proposti in tal senso o spacciati per tali: terapie floreali, pratiche yoga, digitopressione, tecniche shiatsu, agopuntura (chi ha detto che bucherellare il proprio corpo con degli aghi sia naturale? Al limite non convenzionale...) preghiere (???), fiori di bach ecc. ecc...

Tutte tecniche che per quanto discutibili potrebbero avere un senso, se stessimo cercando di riequilibrare un danno biologico, ma come al solito giungiamo al solito triste e fatale errore...

Negli attacchi di panico, non c'è nulla di biologicamente da riequilibrare...essi con la biologia, non hanno proprio nulla a che fare.

Per fare un esempio proprio terra-terra, potremmo paragonare chi soffre di tali crisi, a coloro che credono di essere perseguitati dalla "sfortuna". Cosa potrebbero dunque fare tutte le piante e le tecniche yoga di questo mondo per impedire che un tale soggetto continui a credere di essere vittima della malasorte? Nulla, evidentemente...questa è solo una convinzione mentale, un atteggiamento distorto, che va reinserito nel giusto percorso, e l'unico modo per riuscirvi è quello di fornire al proprio cervello i giusti imput, che agendo in maniera diametralmente opposta ai meccanismi negativi che favoriscono l'insorgere delle crisi di panico, ripristinano le iniziali condizioni psicologiche presenti nel soggetto afflitto da tale disturbo, al tempo in cui egli non ne aveva mai sofferto. Per fare un paragone con qualcosa che facciamo spesso nella nostra quotidianità, potremmo dire che tale processo da effettuare, sia in qualche modo simile ad una operazione di back-up o in parole ancora più povere, al riavvio che eseguiamo sul PC, ogni qualvolta ci sembra che esso non stia funzionando nella maniera ottimale. 

Anche il nostro cervello, così come avviene per i computers, può capitare che a volte possa (come si dice in gergo) "impallarsi", ma non per questo, per risolvere tale banalissimo problema, andremo ad imbottirlo di "antivirus" o ricorreremmo alle cure più disparate, quando in realtà non c'è niente da curare. 

Cosa c'è dunque di più naturale che il ripristinare le originali condizioni di base, mediante l'utilizzo di tecniche studiate appunto per questo scopo, non invasive e che non prevedono l'ingestione di nessuna sostanza, né alcun tipo di manipolazione fisica? Niente, ovviamente!

Questo è il principio su cui si basa il Positive Self Talk Antipanico, ed è per questo che esso può essere considerato senza alcun dubbio la cura naturale per eccellenza, oltre ad essere il metodo che in assoluto è stato dimostrato rivelarsi efficace e risolutivo in oltre il 97% dei casi in cui è stato applicato(*).

(* Polling analysis by Ana Maria Arumi of Studio Arumi, Barry M. Feinberg of BMF Research & Consulting, Geoffrey D. Feinberg of Yale University)


Di nuovo sul New York Times

Il Positive Self Talk Antipanico compare di nuovo in un articolo del NYT. Venne già citato in un altro articolo intitolato Attacchi di Panico: un nuovo approccio (Panic Attacks a new approach) apparso sulla nota testata giornalistica americana circa due anni fa e di nuovo torna a far parlare di se tornando alla ribalta della cronaca.


Il nuovo articolo intitolato "Come uscire dagli attacchi di panico" (una short notice) a firma di Randal C. Arcibold, recita così:

"Oltre quaranta milioni di americani soffrono di questo disturbo. Oggi comunque grazie ad un nuovo metodo che sembra stia dando brillanti risultati, il Positive Self Talk Antipanico, numerosissimi dichiarano di essere guariti."



Se avete a cuore la vostra salute, dovete assolutamente leggere questo post!!

Se avete a cuore la vostra salute, dovete assolutamente leggere questo post!!

Lo abbiamo scritto grazie alla collaborazione di una persona che si sta adoperando molto per investigare sulle verità che ci vengono negate e che dedica gran parte del suo tempo alla loro diffusione.

Dunque, come molti che seguono questo blog da diverso tempo già sapranno, il Positive Self Talk Antipanico fino agli inizi del 2012 era presente su wikipedia alla voce attacchi di panico.

Poi improvvisamente, ogni riferimento ad esso venne cancellato. 

Tutti noi che ci occupiamo della sua diffusione e che cerchiamo di portare a conoscenza di tutti questa straordinaria possibilità, restammo costernati da questa assurda e coatta ingerenza dei poteri forti che tendono a sopprimere qualsiasi alternativa all'utilizzo degli psicofarmaci nella cura dei disturbi della sfera psicologica con conseguente perdita di guadagno per le case farmaceutiche.

Come tutti ben sanno, le lobby del farmaco sono tra quelle così potenti, da poter essere in grado di gestire a proprio piacimento, la libera informazione globale. Quando esse decidono che un vaccino o una cura che per loro rappresenta un business miliardario, a nulla valgono le proteste di eminenti studiosi e ricercatori che provano di farne capire la pericolosità ed inefficacia. Si fa come esse decidono di fare, punto, ed ogni mezzo è lecito per il raggiungimento di tale scopo.

E' da quel giorno che ci battiamo per il ripristino della verità, e finalmente credevamo di esserci riusciti, infatti nella nuova edizione della "BIBBIA" della psichiatria americana, il DSM V, finalmente siamo riusciti a fare introdurre la voce: POSITIVE SELF TALK ANTIPANICO con l'acronimo ( PA/s) (POSITIVE ANTIPANIC/selftalking).

Ma il boicottaggio continua!

Ecco un estratto della pagina di wikipedia che tratta l'argomento attacchi di panico:



(Scusate l'immagine un po piccola, ma potrete verificare voi stessi su wikipedia)

Cosa hanno fatto dunque? Hanno cercato di far passare questo acronimo, per una semplice sigla che indica il panico, e su tutta una serie di altre pubblicazioni, addirittura per una scala di valore riferita al panico!!

Eppure, il DSM parla chiaro!!!



Il manuale non è ancora stato tradotto in italiano, percui ve ne forniamo uno stralcio in lingua inglese dalla sezione riguardante le terapie che non prevedono l'uso di farmaci, dove appare evidente a cosa fa riferimento quella sigla!



Come vedete dalla parte sottolineata in rosso, carta canta!!

Pensate che sia finita qui? No, il bello deve ancora venire!!

Come tutti ben sanno, wikipedia è stata concepita per essere un grande contenitore della conoscenza universale, una enciclopedia multimediale a cui tutti possono contribuire.
Ebbene questo in teoria, perchè alcuni argomenti da "loro" giudicati intoccabili, sono assolutamente blindati!! E gli attacchi di panico, attorno ai quali ruota il business miliardario delle case farmaceutiche e delle lobby psichiatriche, è uno di questi...

Fate se volete la prova voi stessi e provate ad inserire qualsiasi accenno al PSTAP, e vi accorgerete che esso viene immediatamente rifiutato!!

Ma fin qui, essi potrebbero nascondersi dietro le loro linee guida, che del tutto arbitrariamente giudicano ciò che è "enciclopedico" (loro stravagante definizione) e ciò che non lo è.

OK, d'accordo, diamoglielo per buono!

In questo caso però, il regolamento di wikipedia, prevede che si possa utilizzare un altro strumento chiamato "open directory project" che si riferisce alla possibilità di inserire delle voci "esterne" appositamente creato per inserire collegamenti e temi correlati, ma da loro giudicati "non enciclopedici"

Ecco lo strumento:

Se cliccate sul link di inserimento presente sulla pagina di wikipedia in basso, alla voce link esterni, dovrebbe permettervi di inserire gli argomenti da voi scelti, se giudicati idonei...

Invece cosa succede?

Vi appare questa dicitura:

Tutto chiaro? Hanno deciso loro anche per noi, cosa è conoscenza e cosa non lo è!!

Ma aspettate ora arriva qualcosa di ancora più eclatante!!

E qui entra in gioco la scoperta della persona di cui parlavamo all'inizio.
Ci siamo avvalsi del suo aiuto e della sua abilità nello svolgere questo particolare tipo di ricerche e dunque per rendergli il favore, pubblichiamo quanto segue per riconoscenza e per avvalorare quanto appena detto.
Egli sostiene che wikipedia sia al servizio di chi vuole controllare l'informazione globale e noi dopo quanto accaduto non facciamo fatica a credergli.
Mentre eseguiva queste indagini per nostro conto, al suo occhi allenato non è sfuggito un particolare inquietante che da solo avvalora qualsiasi altra ipotesi e che era sotto gli occhi di tutti.

Dunque, se aprite qualsiasi pagina di wikipedia, appare ben visibile un appello proprio sotto l'intestazione. Esso richiama alla solidarietà per un certo "DIU" utente-moderatore di wikipedia Grecia, messo sotto accusa da un politico ellenico. In questo laconico e pietistico messaggio, essi tendono a far apparire questo diu, quale vittima di chissà quale macchinazione volta a chiudere la bocca alla libera informazione. 

In realtà questo utente, avvalendosi delle sue prerogative di amministratore, ha vandalizzato la pagina relativa ad un uomo che si batte per far uscire la Grecia dall'Euro e per il ritorno alla Dracma ed egli giustamente lo ha denunciato. 
Questa è la prova che loro utilizzano l'immenso potere che hanno a disposizione, per manipolare la realtà e adesso stanno usando ogni mezzo per apparire vittime.

Altra cosa curiosa, sempre evidenziata dal nostro amico-collaboratore, è che a scrivere l'appello è stato un certo Vito, che altri non è se non il "famigerato" Vituzzu, un amministratore di Wiki, che ne ha combinate di cotte e di crude e del quale basta digitare la parola Vituzzu e associarla con Wikipedia, nella ricerca di Google, per conoscerne fatti e misfatti, sui quali non ci dilungheremo, ma aggiungiamo solo che egli era stato cacciato dalla porta, evidentemente solo per rientrare dalla finestra della nota enciclopedia (appoggiato da chi?)

Ecco un estratto sull'uomo politico in questione, tratto da wikipedia English, il cui nome era stato infangato da questo diu, solo perchè la sua battaglia disturba i poteri forti dei soliti noti:

Theodore Katsanevas (Greek: Θεόδωρος Κατσανέβας; born 1947) is a Greek academic[1] and founder in May 2013 of the political party Drachmi Greek Democratic Movement Five Stars,[2] which campaigns for Greece to abandon the euro and return to the drachma.[3][4] He was a member of the Greek Parliament between 1989–2004[5] for the Panhellenic Socialist Movement (PA.SO.K).[2]

Da wikipedia l'enciclopedia multimediale. http://en.wikipedia.org/wiki/Theodore_Katsanevas

Anche il Professor Alexandre Simonet Ideatore del Positive Self Talk Antipanico, sta avviando una procedura tramite il suo ufficio legale, per costituirsi parte lesa nei confronti di Wikipedia, l'accusa specifica è ancora da formularsi, ma sarà inerente all'omissione di informazioni riguardo una metodo scientifico approvato e certificato dal mondo accademico.