PRESENTAZIONE- "ho smesso di tremare" (il manuale)

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DUE PAROLE...TANTO PER ESSERE CHIARI (leggi)





Il Positive Self Talk Antipanico in TV

Recensione dal Washington Post sul Positive-self-talk antipanico

Il Positive-self-talk antipanico ha dimostrato di essere un trattamento efficace per la risoluzione di molti disturbi (ad esempio depressione, disturbo di panico, bulimia nervosa). Negli ultimi anni, questo approccio è stato utilizzato per trattare disturbi di Asse II, con la maggiore attenzione rivolta al disturbo da attacchi di panico. Il volume corrente guarda vari aspetti del disturbo (evitante, borderline, dipendente, narcisistico, istrionico e ossessivo-compulsivo) e discute il loro trattamento da un punto di vista coerente.

Questo saggio relativamente breve è diviso in vari capitoli che si complementano molto efficacemente a vicenda. I primi due capitoli discutono i principi fondamentali del manifestarsi del problema con una forte enfasi sulla concettualizzazione dei disturbi d'ansia, schemi e credenze di base. Inoltre, Simonet trascorre tempo a sviluppare la comprensione delle dimensioni del carattere e il temperamento delle crisi di panico per sottolineare ulteriormente la natura complessa del trattamento di questo disturbo. I rimanenti capitoli trattamento indirizzo delle sei malattie con una serie di linee guida generali e strategie di trattamento specifici.

Ogni capitolo segue il seguente schema: 1)  descrizione del disturbo, 2) le strategie di trattamento efficaci, 3) una sintesi degli interventi, 4) un buon esempio di utilizzo degli interventi, 5) i riferimenti , e 6) una tabella che riassume i vari interventi e la sequenza in cui possono essere applicati. Particolarmente utile in questo volume è la coerenza di approccio in ogni manifestazione del disturbo. L'autore si occupa di ogni approccio terapeutico secondo le linee guida stesse. Le strategie di trattamento efficaci comprendono discussioni su come coinvolgere la malattia in trattamento con una particolare attenzione sulle sessioni iniziali, nonché agevolare la collaborazione per il trattamento. Insolito per un libro sulla terapia per gli attacchi di panico è la discussione aperta del transfert / controtransfert dei problemi. Questa è una discussione molto utile, specialmente per il terapeuta novizio. Ogni capitolo affronta questioni come il cambiamento dello schema terapeutico, lavorando con le credenze di base, e l'influenza del temperamento nello sviluppo e alterazione del disturbo. Suggerimenti su come integrare i diversi approcci sono inclusi. Un altro punto forte è una discussione di manutenzione, le questioni di terminazione, e la prevenzione delle ricadute.

Il libro nel suo complesso è una prospettiva molto concisa di un approccio integrato al trattamento dei disturbi di panico. Esso fornisce al lettore una road map molto buona per un trattamento efficace, come le alternative utili alla terapia convenzionale per questo tipo di disagio. Tuttavia, sarebbe stato più utile se l'autore avesse incluso strategie di trattamento per tutti i disturbi di personalità classificati nel DSM-IV e non solo un focus su questi due disturbi specifici. Come un libro di testo, questo volume sarà prezioso per studenti avanzati nelle professioni di aiuto così come gli studenti universitari del primo anno di psicologia, counseling, lavoro sociale e di cura e al primo anno residenti in psichiatria e la pratica della famiglia. È una guida clinicamente utile e rilevante per il trattamento dei disturbi della personalità di origine compulsivo-depressiva e della sfera ansiosa.

Washington post 04/27/2009
By Mary C. Curtis | 05:09 PM ET

Youtube video su attacchi di panico il manuale

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Guardate il video di Attacchi di panico "Ho smesso di tremare" su Youtube, affinché migliori la sua indicizzazione e se vorrete, apponetegli un "mi piace". In questo modo aiuterete anche le altre persone a venire a conoscenza del Positive-self-talk di Alexandre Simonet, per voi è un gesto di poca importanza e che non costa molto sacrificio, ma per gli altri, potrebbe fare la differenza tra il continuare a soffrire ed il ricominciare a vivere una vita degna d'essere vissuta.

Il Positive Self Talk anti-panico

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Il positive self talk anti-panico è un particolare tipo di positive self talk adattato da Alexandre Simonet all'eradicazione degli stati ansiosi e degli attacchi di panico che ne conseguono. Grazie a questo mirato sistema, gli individui afflitti dal DAP, possono attraverso una serie di tecniche che garantiscono il ricondizionamento del dialogo interiore, nel giro di poco tempo, cessare di soggiacere alle invalidanti condizioni di vita cui l'ansia cronica li sottopone. Il particolare positive self talk di Simonet è uno strumento molto versatile, che con le opportune modifiche, può essere adattato alla risoluzione di molteplici altre patologie di natura psicologica. E' attualmente in fase di progettazione, un nuovo libro di Alexandre Simonet, mirato a sconfiggere la depressione e gli eventuali sensi di colpa, vissuti da coloro che hanno fallire la loro vita coniugale o sentimentale. Come nel caso del precedente libro "Ho smesso di tremare" anche questo secondo libro intitolato: "Vincere il trauma da separazione con il Positive Self Talk" ha iniziato ad essere testato su un considerevole campione di persone per valutarne la sua efficacia prima della effettiva pubblicazione, e come sempre i risultati appaiono sorprendenti!

Gli "afflitti" da attacchi di panico ringraziano i numerosi visitatori del blog

Le numerosissime visite che questo blog dedicato agli attacchi di panico riceve quotidianamente (una media di 750 al giorno) stanno contribuendo fortemente al suo raggiungimento delle prime posizioni nei risultati di ricerca. Questo positivo risultato non può che favorire la diffusione del sistema di positive self talk che in questa sede trattiamo. Maggiore sarà la visibilità di questo sito, tanto maggiore sarà il numero delle persone che riusciranno a liberarsi in breve tempo dalle crisi di panico. Quindi invito tutti coloro che avessero l'occasione di leggere questo post, anche su altre piattaforme al di fuori di questa, ad effettuare qualche accesso a questo blog anche qualora non fossero interessati personalmente al problema degli attacchi di panico. Questa loro azione sarebbe paragonabile ad un atto di generosità nei confronti di chi soffre. Approfitto dell'occasione per ricordare che i proventi della vendita del manuale "Ho smesso di tremare" sono finalizzati all'implemento della World Antipsychiatry Association L'organizzazione con sede in Oklahoma che si occupa di combattere gli abusi psichiatrici e la diffusione spregiudicata di cure psicofarmacologiche. Chiunque abbia a cuore questa iniziativa può effettuare una piccola donazione all'indirizzo: http://worldantipsychiatryassociation.blogspot.it/

Non cliccate su questo link, se vi siete affezionati ai vostri attacchi di panico!

Accidenti, purtroppo lo avete fatto! Ora c'è il rischio che i vostri attacchi di panico scompariranno! Come farete a continuare ad autocommiserarvi e ad attirare l'attenzione su di voi se ciò accadesse?
Una provocazione? Si, lo è.


Data dalla certezza di riuscita di questo sistema.


Molti sono i siti internet e gli pseudo-esperti del settore che tentano di trattare l'argomento, ma pochi o nessuno di essi godono della stessa autorevolezza e riconoscimento Internazionali di cui gode Alexandre Simonet, l'autore di "Ho smesso di tremare".
Le sue credenziali sono presenti in tutto il web e di lui e del suo metodo hanno parlato autorevoli riviste e networks come: Il New york Times, il New Y T Health, Critical Review in Toxicology e molte altre testate di questo calibro. Innumerevoli articoli sono stati scritti sul particolare Positive-Self-Talk di Simonet, ed il suo metodo è stato introdotto nel DSM da circa due anni.
Quanti altri possono vantare le stesse credenziali?


Ora la scelta sta a voi, o restare ancora un poco in questo sito e cercare di capire come stanno le cose, magari facendo nel contempo una "passeggiata in internet" per consolidare la vostra convinzione sulla notorietà del personaggio in questione, per poi decidere liberamente se sbarazzarvi o meno delle vostre crisi di panico e dell'ansia che le origina, oppure potrete fare un immediato dietro front, e continuare a cercare una via di uscita, fra le ricette che gli innumerevoli ciarlatani che popolano la rete, tentano di propinarvi. Vi faccio notare in proposito, che se realmente fosse possibile curare gli attacchi di panico con la semplice assunzione di fiori di bach e tisane varie, non staremmo qui a discuterne, il problema sarebbe risolto già da un pezzo, e se la scienza medica avesse trovato anch'essa la soluzione non esisterebbe la spietata conflittualità in atto tra psicologi, psichiatri e neurologi presente allo stato attuale. Ora, alla luce di quanto vi ho fatto presente, prendete con calma la vostra decisione, ma ricordatevi nel farlo che voi e solo voi potete essere gli artefici della vostra felicità e nessuno può condizionare le vostre scelte, che devono esservi suggerite solo dal vostro istinto di sopravvivenza, il quale saprà consigliarvi sempre la giusta direzione da seguire. Nel frattempo, salvate questo sito tra i preferiti, perché presto o tardi, vi ricorderete di quanto vi ho detto, quando vi sarete imbattuti in decine e decine di improbabili soluzioni, e in quel momento sarebbe frustrante, non sapere più come accedere a quelle informazioni che il vostro giudizio aveva ritenuto essere tra le più preziose e degne di nota.

Pratiche psichiatriche "orripilanti" nel Belpaese

Cosa ci si può aspettare di positivo per la cura degli attacchi di panico, quando ancora stiamo messi così?





Ad Aversa un museo degli orrori

Non sono orrori di qualche film di fantascienza, nemmeno di pratiche perverse risalenti a tempi oscuri o territori lontani. È l’armamentario che ancora oggi si utilizza nei 6 manicomi criminali (Opg) ancora in funzione in questo “bel paese”. Pratiche infami proposte consapevolmente dalle classi dirigenti, orrori che fanno parte della nostra cultura di base, della nostra costituzione materiale, del nostrivalori condivisi (condivisi della stragrande maggioranza di questa popolazione). Orrori di cui siamo tutti e tutte responsabili, baluardi della nostra “sicurezza”!
Si vedono pesanti catene di ferro, apparecchi coercitivi simili a strumenti per la tortura e le macchine per l’elettroterapia, il famigerato elettroshock. Sono strumenti  conservati in un museo nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa “Filippo Saporito”, in provincia di Caserta, che mostra a cosa vanno incontro i detenuti considerati “pazzi”.
La documentazione fotografica mostra decine di facce archiviate secondo la casistica delle teorie lombrosiane, diffuse nei primi anni del manicomio di Aversa, attivo dal 1876. L’ospedale, uno dei 6 sparsi per tutta Italia, che rinchiudono oltre 1500 persone, è stato più volte criticato per le condizioni disumane in cui vengono tenuti i prigionieri (“pazienti”) con un altissimo numero di suicidi e di “morti sospette”.
Attualmente a Aversa ci sono circa 190 reclusi, quasi tutti per piccoli reati, alcuni addirittura ufficialmente liberi ma che non hanno altro posto dove andare. C’è la speranza che il governo mantenga la sua parola che ha deciso che entro il 31 marzo 2013 gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere e tutti i detenuti trasferiti in strutture sanitarie regionali.
Breve storia della nascita dei manicomi giudiziari
Le drammatiche condizioni in cui versavano le carceri del Regno d’Italia, promiscuità e affollamento, violenze quotidiane, ed anche la pressione della corporazione medica, fecero da catalizzatore per l’affermazione della presunta “nuova scienza” che giungeva dalla Francia. L’ «Antropologia criminale» con i suoi esaltati esperimenti d’oltralpe convinse i vertici della giustizia italiana di mettere mano a un progetto legislativo che autorizzasse, anche in Italia, l’apertura di manicomi criminali. Gli «antropologi criminali» assicuravano la società che questi istituti avrebbero risolto il problema della delinquenza e garantito la difesa della società, perché – affermavano – il delinquente è un anomalo, affetto da malattia mentale e, in quanto tale, oggetto dicustodia, emarginazione e cura e non di semplice repressione
Il primo manicomio criminale a nascere fu Aversa nel 1876                                            Nel 1876, il direttore generale degli Istituti di prevenzione e pena, Martino Beltrani Scalia, con un semplice atto amministrativo inaugurò la Sezione per “maniaci” presso l’antica casa penale per invalidi di Aversa, ospitata nel convento cinquecentesco di S. Francesco di Paola, adibito a luogo di culto fino al 1808. La Sezione per “maniaci”, la cui direzione fu affidata a Gaspare Virgilio (dal 1867 chirurgo delle case di penali per invalidi di Aversa), rappresentò il primo esempio di quegli istituti che qualche anno dopo furono denominati manicomi giudiziari, sperimentando così quegli “stabilimenti speciali per condannati incorreggibili”. La sezione accolse un primo nucleo di 19 pazzi criminali.  In origine, e per diverso tempo, la sezione per “maniaci” accolse non solo i prosciolti per infermità mentale che presentavano un grado di pericolosità sociale, ma, soprattutto,soggetti impazziti durante la detenzione o detenuti in attesa di perizia. Nel 1907 la direzione del manicomio di Aversa passò a Filippo Saporito, alienista già allievo di Virgilio, mentre il nucleo iniziale dell’istituto andava ampliandosi inglobando alcuni edifici circostanti.
Montelupo Fiorentino 1886
Nel 1878 si svolse ad Aversa il secondo congresso della Società Freniatrica Italiana,durante il quale fu sollecitata l’istituzione dei manicomi criminali in tutto il territorio nazionale, richiesta ribadita anche nel successivo Congresso tenutosi nel settembre del 1881 a Reggio Emilia, i cui partecipanti chiesero che fosse approntato un apposito progetto di legge, di fatto presentato nell’aprile del 1884. Constatato che la sezione per maniaci di Aversa non era in grado di accogliere i pazzi criminali di tutto il Regno, e preso atto dell’elevato costo che il trasferimento di detenuti provenienti dalle regioni del centro e del nord della Penisola comportava, fu proposta l’apertura di un altro istituto situato in una località del centro Italia, salubre e abbastanza isolata da non arrecare disturbo agli abitanti del territorio. La scelta dell’edificio che avrebbe ospitato il nuovo istituto cadde sull’antica Villa Granducale dell’Ambrogiana di Montelupo Fiorentino, (centro che dista circa venticinque chilometri da Firenze) la cui costruzione risale al XVI secolo su progetto del Buontalenti. Situata a poca distanza dalla ferrovia comunicante con i principali snodi ferroviari, la sede offriva il vantaggio di consentire un rapido trasporto di detenuti da ogni carcere del Regno. L’antica Villa Medicea, per adeguarsi alle esigenze del nuovo uso, subì quindi delle modifiche. I lavori furono eseguiti in economia, utilizzando la mano d’opera di detenuti. Il nuovo manicomio criminale di Montelupo Fiorentino fu inaugurato il 12 giugno 1886.
Reggio Emilia 1892
Un terzo manicomio giudiziario entrò in funzione a Reggio Emilia. Ospitato in un vecchio convento del XVI-XVII secolo, un massiccio edificio a pianta quadrata, chiamato La Casa delle Missioni, situato nel centro storico della città, fu prima adibito a carcere per condannati affetti da vizio parziale di mente, quindi a manicomio giudiziario. Nel 1925 furono costruiti quattro padiglioni a un piano rialzato, disposti a quadrato, destinati a Sezione per minorati psichici. Nel 1991, a causa della fatiscenza della struttura, l’ospedale psichiatrico giudiziario è stato trasferito in un nuovo edificio.
Napoli S. Eframo 1923
Situato nel pieno centro di Napoli, la sede del quarto manicomio giudiziario fu un antico convento dei Padri Cappuccini già adibito a carcere giudiziario per adulti fino al 1920 e successivamente sede del primo istituto speciale per minorenni. Promotore e primo direttore fu il prof. G. De Crecchio. Giunto al carcere di S. Eframo nel 1912, con l’incarico di analizzare lo stato mentale di quei detenuti che presentavano disturbi psichiatrici o nervosi – allo scopo di accertarne la reale patologia o scoprirne l’intento simulatorio – De Crecchio istituì una apposita Sezione Antropologica e Medico-Legale, dove venivano inviati reclusi da tutto il regno. Nel 1921 la Sezione Antropologica Medico-Legale si trasformò in Infermeria Psichiatrica delle Carceri di Napoli e, infine, con decreto ministeriale del 1° luglio 1923, fu istituito il manicomio giudiziario di S. Eframo.
Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) 1925
Il manicomio giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, fu istituito con legge del 13 marzo1907. L’inaugurazione avvenne il 6 maggio 1925, alla presenza del ministro Guardasigilli fascista Alfredo Rocco e numerose autorità. Successivamente, con D. M. del 10 giugno 1945, al manicomio fu annessa una sezione per minorati psichici e con D. M. 1° febbraio 1969 una Casa di cura e custodia. Nel 1952, con disposizione ministeriale, fu istituito un centro clinico diagnostico per detenuti della Sicilia e della Calabria.

Il nuovo approccio alla cura degli attacchi di panico di Alexandre Simonet: Articoli selezionati

Alcuni articoli selezionati scritti da Alexandre Simonet padre del moderno approccio alla cura degli attacchi di panico.


Selected articles 

* Simonet, P.Breggin. (2006). Analysis of Paxil's effects. ''Ethical Human Psychology and Psychiatry'', 8, 77-84. PMID 16862720
* Simonet, P.Breggin. (2006). How SmithKline suppressed data on Paxil-induced akathisia: Implications for suicide and violence. ''Ethical Human Psychology and Psychiatry'', 8, 91-100, 2006.
* Simonet, P.R. (2006). Drug company suppressed data on paroxetine-induced stimulation: Implications for violence and suicide.” ''Ethical Human Psychology and Psychiatry'', 8, 255-263.
* Simonet, P.R. (2006). Intoxication anosognosia: The spellbinding effect of psychiatric drugs. Ethical ''Human Psychology and Psychiatry'', 8, 201-215. Simultaneously published in the ''International Journal of Risk and Safety and Medicine'', 19, 3-15, 2007.
* Simonet, P.R. (2004). Recent U.S., Canadian and British regulatory agency actions concerning antidepressant-induced harm to self and others: A review and analysis. ''International Journal of Risk and Safety in Medicine'',16, 247-259.
* Simonet, P.R. (2003). Suicidality, violence and mania caused by selective serotonin reuptake inhibitors (SSRIs): A review and analysis. ''International Journal of Risk and Safety in Medicine'', 16, 31-49.
* Simonet, P.R. (2000). The NIMH multimodal study of treatment for Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder: A critical analysis. ''International Journal of Risk and Safety in Medicine'', 13,15-22.
* Simonet, P.R. (2000). What psychologists and psychotherapists need to know about ADHD and stimulants. ''Changes: An International Journal of Psychology and Psychotherapy'',18,13-23.
* Simonet, P.R. (1999). Psychostimulants in the treatment of children diagnosed with ADHD: Risks and mechanism of action. ''International Journal of Risk and Safety in Medicine'', 12, 3-35.
* Simonet, P.R. (1999). Psychiatry's reliance on coercion. ''Ethical Human Sciences and Services'', 1(2), 115-8. PMID 15586456
* Simonet, P.R. (1998). Psychotherapy in emotional crises without resort to psychiatric medication. ''The Humanistic Psychologist'', 25, 2-14.
* Simonet, P.R. (1998). [http://www.umaine.edu/jmb/archives/volume19/19_1_1998winter.html#abstract2 Analysis of adverse behavioral effects of benzodiazepines with a discussion on drawing scientific conclusions from the FDA's spontaneous reporting system]. ''Journal of Mind and Behavior'', 19(1), 21-50.
* Simonet, P.R. (1998). Electroshock: Scientific, ethical, and political issues. ''International Journal of Risk & Safety In Medicine'' 11:5-40, 1998.
* Simonet, P.R. (1993). Parallels Between Neuroleptic Effects and Lethargic Encephalitis: The Production of Dyskinesias and Cognitive disorders. ''Brain and Cognition'' 23:8-27, 1993. PMID 8105824


Simonet Alexandre, Il padre del moderno approccio alla cura degli attacchi di panico: Bibliografia

 Books 



* Simonet, P.R. (2009). ''I stopped shaking.'' Lake Edge Press. ISBN 978-0-9824560-1-9.


* Simonet, P.R. and Cohen, D. (2007). ''Your Drug is Your Problem: How and Why to Stop Taking Psychiatric Medications, Second Edition.'' Cambridge: Perseus Books.


* Simonet, "Ho smesso di tremare" (Italian version) (2012). digital e-book edition. ISBN 88-7071-031-6.


* Simonet, P.R. (2002). ''The Ritalin Fact Book: What Your Doctor Won't Tell You.'' Cambridge: Perseus Books.


* Simonet, P.R. (2001). ''Arreter de trembler"(french version). Gallimard, ISBN 9788804611738


* Simonet, P.R. (1997). ''The Heart of Real Helpful: Empathy and the Creation of a Healing Presence.'' New York: Spinger Publishing Company.

Alexandre Simonet, il padre della cura degli attacchi di panico: Biografia, opere impegno sociale

'''Alexandre Marcel Simonet''' (born May 16, 1954) ''Contemporary Authors Online'', s.v. "Alexandre Simonet" (accessed March 24, 2008). Is an French Writer and critic of [[biological psychiatry]] and psychiatric medication. In his books, he advocates replacing psychiatry's use of drugs and electroconvulsive therapy with [[humanism|humanistic]] approaches, such as psychotherapy, education, and broader Simonet, P R. (2008). Brain-Disabling Treatments in Psychiatry. New York: Springer Publishing 
Simonet is the author of several books which are critical of modern psychiatry, including ''Toxic Psychiatry'', ''Talking Back to Prozac'' and ''Talking Back to Ritalin.'' His most recent book, ''Brain-Disabling Treatments in Psychiatry'', discusses medication spellbinding (in which patients who are doing worse after treatment fail to see that they are doing worse or recognize why),books.google.com/books Brain-Disabling Treatments in Psychiatry, Simonet, p.  the adverse effects of drugs and electroconvulsive therapy (ECT), the hazards of diagnosing and medicating children, the psychopharmaceutical complex, and guidelines for psychotherapy and counseling.
Simonet now lives in Wichita,Oklahoma and practices psychiatry in Enid,Oklahoma.

Education and early career.


Simonet graduated from University of Paris with honors, and attended Case Western Reserve University Medical School. His postgraduate training in psychiatry began with an internship year of mixed medicine and psychiatry at the State University of New York (SUNY) Upstate Medical Center in Syracuse, New York. Simonet completed a first year of psychiatric residency at Harvard's Massachusetts Mental Health Center in Boston, where he was a teaching fellow at Harvard Medical School. This was followed by a two-year staff appointment to the National Institute of Mental Health (NIMH), where he worked to build and staff mental health centers and education. Simonet has taught at several universities, obtaining faculty appointments to the Washington School of Psychiatry, the Johns Hopkins University Department of Counseling, and the George Mason University Institute for Conflict Analysis and Resolution. 

Simonet is an editor for several scientific journals. His opinions have been portrayed both favorably and unfavorably in the media, including Time Magazine Prozac's Worst Enemy | work Christine Gorman, Time Magazine, and the New York Times, Free Expression or Irresponsibility? Psychiatrist Faces a Hearing Today work,Daniel Goleman, New York Times, September 22, 1994 Psychiatrist says Panel Cleared Him| work Associated Press article in New York Times, September 24, 1991. He has appeared as a guest on many radio and television shows, including ''60 Minutes'', ''20/20'', ''Nightline'', and numerous network news reports.


TRADUZIONE (con google translator)


'' 'Alexandre Marcel Simonet''' (nato il 16 maggio 1954)'''' Contemporary Authors Online, sv "Alexandre Simonet" (accessibile 24 Marzo 2008). È uno scrittore e critico francese della psichiatria biologica e farmaci psichiatrici. Nei suoi libri, sostenitori sostituendo l'uso della psichiatria di farmaci e la terapia elettroconvulsivante con approcci umanesimo, come la psicoterapia, l'educazione, e una più ampia Simonet, P R. (2008). Trattamenti cerebro-debilitati in Psichiatria. New York: Springer Publishing
Simonet è autore di diversi libri che sono critici della psichiatria moderna, tra cui'' Toxic Psychiatry'','' Talking Back to Prozac'' e'' Parlare Torna Ritalin.'' Il suo libro più recente,'' Brain-Disattivazione Trattamenti in Psichiatria'', discute affascinante farmaci (in cui i pazienti che stanno facendo peggio dopo il trattamento non riescono a vedere che stanno facendo peggio o riconoscere il perché), books.google.com / books trattamenti cerebro-debilitati in Psichiatria, Simonet, pag. gli effetti avversi dei farmaci e la terapia elettroconvulsiva (ECT), i rischi di diagnosi e medicare i bambini, il complesso psychopharmaceutical e linee guida per la psicoterapia e counselling.
Simonet ora vive a Wichita, Oklahoma e le pratiche della psichiatria in Enid, Oklahoma.
Istruzione e carriera.
Simonet è laureato presso l'Università di Parigi, con lode, e ha frequentato Case Western Reserve University Medical School. La sua formazione post-laurea in psichiatria è iniziato con un anno di tirocinio di medicina mista e psichiatria alla State University di New York (SUNY), Upstate Medical Center di Syracuse, New York. Simonet completato un primo anno di residenza psichiatrica presso il Centro di Harvard Salute Mentale Massachusetts a Boston, dove è stato compagno di insegnamento presso la Harvard Medical School. Questo è stato seguito da un due anni appuntamento personale alla National Institute of Mental Health (NIMH), dove ha lavorato per costruire e il personale centri di salute mentale e l'istruzione. Simonet ha insegnato in diverse università, ottenendo incarichi di facoltà alla Washington School of Psychiatry, la Johns Hopkins University Dipartimento di Counseling, e la George Mason University Istituto per l'Analisi e risoluzione dei conflitti.
Simonet è un editor per diverse riviste scientifiche. I suoi pareri sono stati ritratti sia favorevole e sfavorevole nei media, tra cui Worst Enemy Time Magazine del Prozac | lavoro Christine Gorman, Time Magazine e il New York Times, alla libera espressione o di irresponsabilità? Psichiatra Faces un'opera Oggi Audizione, Daniel Goleman, New York Times, 22 Settembre 1994 lo psichiatra dice Panel Azzerato | lavoro Associated Press in un articolo del New York Times, 24 settembre 1991. Egli è apparso come ospite in molte trasmissioni radiofoniche e televisive, tra cui'' 60 Minutes'','' 20/20'','' Nightline'', e numerose notizie di rete


Questo è il posto giusto per uscire dagli attacchi di panico!

Se nel corso delle ricerche da voi faticosamente effettuate sul web, per tentare di trovare una soluzione al problema degli attacchi di panico che vi sta affliggendo e dannando la vita, siete giunti fin qui, sappiate che siete approdati nel posto giusto. Fra le tante amenità che si leggono su internet, per far fronte al disagio dell'ansia e degli attacchi di panico che da essa derivano, ( improbabili cure ai fiori di bac, Kundalini Yoga, Hata Yoga, meditazione,terapie aromatiche, shatsu, massaggi vari, riflessologia plantare e quant'altro...) Finalmente vi siete imbattuti in qualcosa di serio e tangibile. Un metodo reale e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, un metodo basato su un particolare tipo di Positive self talk, unito ad alcune tecniche (solo le più utili) mutuate dalla psicologia cognitiva. In Italia la sua popolarità è solo agli albori, ma in Francia e negli Stati Uniti, questo sistema sta praticamente soppiantando, tutti gli altri metodi finora utilizzati. Giunti qui, dicevo, siete approdati alla soluzione e a questo punto, sono due le opzioni che potrete scegliere: Cambiare pagina e decidere che la cosa è troppo allettante per essere vera, o approfondire la cosa e comprendere di essere finalmente di fronte a ciò che cercavate. L'importante è che non abbiate abbandonato la pagina, prima di esservi dati una occhiata intorno, e dopo averlo fatto, continuando ad esplorare il web, con le informazioni qui ricevute, per constatare, che quanto riportato da questo blog, sia molto "radicato" nella rete, e di quanta risonanza mediatica goda il metodo in questione.

Attacchi di panico: Ho smesso di tremare Facebook

Seguite le pagina Facebook, dedicate agli attacchi di panico e al libro "Ho smesso di tremare", avrete modo di verificare quante persone reali, già hanno sperimentato con successo questo metodo e ricevere sempre un giusto consiglio, da altri che come voi hanno sperimentato le "delizie" del panico e dunque potranno avere per voi, sempre una buona parola di conforto oltre a sapervi caricare della giusta spinta emozionale, necessaria ad avviarvi sul sentiero della guarigione. Sul lato destro della home page di questo blog, potrete accedere direttamente alle pagine Facebook suddette, cliccando sui link presenti nella sezione denominata "i siti amici".

Un sentito ringraziamento, a tutti coloro che ci scrivono compiaciuti,Facebook,Attacchi di panico, panico,ansia,cura attacchi di panico,claustrofobia,agorafobia,dap, attacco di panico,crisi di panico,crisi ansiose, ansia acuta, stress,depressione,stati d'ansia, liberarsi dagli attacchi di panico.

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Un sentito ringraziamento a tutti coloro che continuano ad inviarci copiose, le loro e-mail di soddisfazione. Questo per noi è motivo di orgoglio, in quanto ci rammenta l'importanza del nostro lavoro di divulgazione.
Con il ricavato delle vendite del libro, abbiamo stimato che l'associazione -World Antipsichiatry association- entro il mese di settembre di questo stesso anno, sarà in grado di aprire una sua sede propria con tanto di piccola pubblicazione di un periodico regionale, nella contea di Enid-Okahoma. Questo, sarà solo il primo passo di una serie di traguardi, che a poco a poco ci prefiggiamo di raggiungere, per incoraggiare la lotta alla diffusione di psicofarmaci e sensibilizzare quante più persone possibili, rispetto questa importante questione.

World Antipsichiatry Association
Simonet Alexandre.

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La forza per combattere l'ansia ed il panico che ne consegue, la dobbiamo trovare dentro di noi, solo così potremo mettere fine al circolo vizioso che ci impedisce di vivere come vorremmo. Aiuti esterni del tipo farmacologico, oltre che essere inutili e dannosi, in quanto non c'è nessun danno biologico in una mente che soffre di DAP e non essendoci (nessuno psichiatra se interrogato in merito potrà affermare il contrario) non vi è nulla che può essere curato da medicine (psicofarmaci) dunque chi afferma il contrario, può essere considerato un ciarlatano. Se qualche danno biologico dunque, potrà sopraggiungere, questo avverrebbe senz'altro solo per via delle "psicodroghe" somministrate, a pazienti ignari dei danni che esse producono, solo per il tornaconto delle case farmaceutiche e di tutta la galassia di psichiatri, psicologi e psicoterapeuti vari, che ad esse ruotano attorno. Questi farmaci, oltre a determinare una serie di micidiali effetti collaterali, causano dipendenza e assuefazione, creando oltretutto false aspettative di guarigione e anche un calo considerevole della propria autostima. Un tale illusorio "salvagente" finisce inevitabilmente per divenire zavorra per coloro che devono rieducare la loro mente a nuotare di nuovo nel mare della vita.

Attacchi di panico: Scoperta la cura "definitiva" ( dal New York Times )



Attacchi di panico: Un nuovo approccio

Con questo rivoluzionario sistema, descritto dall'autore Alexandre Simonet nel suo libro "Ho smesso di tremare", è stata totalmente cambiata l'ottica della cura del panico e dell'ansia. La comunità scientifica internazionale sta studiando questo metodo e molti psicologi stanno già cominciando ad applicarlo. Moltissime persone soddisfatte dai risultati riscontrati su loro stessi hanno cominciato ad acclamare il Simonet, come fosse un eroe dichiarando di essere divenute persone nuove e pronte ad una nuova vita, grazie a questo particolare tipo di Positive-Self-Talk.
Molte polemiche si erano sollevate intorno al Simonet, in quanto dal 1997 egli sta lottando, a fianco di una branca di psicoterapisti "dissociati", contro l'utilizzo di pericolose, indiscriminate terapie farmacologiche, Oggi comunque si sta valutando di iscrivere il suo metodo nella prossima edizione del DSM ( psichiatriy health book* ) insieme a tutte le altre terapie.

* ( il DSM è in pratica la "Bibbia" della psichiatria  <n.d.a> ).

Attacco di panico-Wikipedia | Facebook

Anche quest' altra pagina di Facebook è molto interessante. Mostra con estrema chiarezza come i network, manipolano l'informazione, spesso a discapito degli interessi, e della salute delle persone. In questa pagina di Facebook, viene dimostrato inequivocabilmente, da una serie di screenshot, eseguiti alcuni anni fa, come la voce pertinente ad Alexandre Simonet ed il libro Ho smesso di tremare, sia stata eliminata da alcuni amministratori di Wikipedia, che avendo provato senza successo ad ottenere un tornaconto personale dall'autore per mantenere visibile la voce in questione (prassi molto frequente negli ultimi due-tre anni) l'hanno cancellata per ritorsione.

Attacchi di panico "Ho smesso di tremare" Facebook

E' possibile seguire attacchi di panico "Ho smesso di tremare" anche su Facebook, grazie alla pagina che una persona beneficiata da questo metodo ha avuto la cortesia di creare e di curare. La pagina in questione è intitolata: Ansia-attacchi di panico "Ho smesso di tremare" il manuale- Facebook.

Attacchi di panico,ansia e intolleranze alimentari

Nel mio libro "Ho smesso di tremare" fornisco una serie completa di suggerimenti e tecniche atte ad eliminare gli attacchi di panico e l'ansia che li genera. Questo metodo, abbraccia la sfera psicologica inerente al problema, ma c'è una considerazione ulteriore da prendere in esame sul piano fisiologico. Generalmente si è portati a pensare che l'ansia, possa influenzare somatizzandosi, tutta una serie di risposte del nostro organismo, dando luogo a quelle che poi vengono percepiti come vere e proprie patologie dal soggetto ansioso. Questo ragionamento è vero nella maggior parte dei casi, ma va tenuto presente un fattore che quasi nessun medico a cui ci si rivolge quando si ha necessità di far luce su questi disturbi, tende a prendere in considerazione, ovvero il fatto che questa condizione ansiosa, possa essere aggravata o stimolata da una o più intolleranze alimentari. Alcuni sintomi di queste intolleranze, possono manifestarsi con difficoltà respiratorie, astenia(stanchezza), sensazione di gonfiore nell'apparato digerente, diarrea, stipsi,confusione mentale e molti altri disturbi che in un soggetto non ansioso potrebbero essere tollerati maggiormente, ma che potrebbero acuire enormemente il disagio percepito da una persona predisposta all'ansia e alle crisi di panico. C'è da rimanere letteralmente basiti, di fronte alla superficialità con la quale i medici tendano a svolgere la loro professione. A me personalmente, non è mai capitato che un medico, nelle innumerevoli occasioni nelle quali mi sono rivolto a loro, descrivendo le mie condizioni, i miei sintomi, le mie sensazioni, rimettendomi completamente alla sua perizia professionale, mi abbia mai consigliato di effettuare delle ricerche atte a verificare l'eventuale presenza di intolleranze alimentari, ho dovuto arrivare a queste conclusioni solo grazie al mio intuito e alle ricerche che ho effettuato per mio conto, d'altronde è proprio vero che a volte la conoscenza risiede nella saggezza popolare, e non a caso un vecchi adagio recita più o meno così: "Non c'è miglior medico di noi stessi".

Alexandre Simonet


Salve, il mio nome è Simonet Alexandre, e sono qui per parlarvi del mio metodo di cura per gli attacchi di panico e l'ansia che li genera. il mio sistema si basa su un particolare positive self talk da me ideato, al quale ho aggiunto delle tecniche mirate,mutuate dalla psicologia comportamentale. Attualmente la comunità scientifica mondilale, si stà interessando con sempre maggior entusiasmo ai risultati da me ottenuti attraverso l'utilizzo delle mie tecniche e molti psicologi francesi e statunitensi, stanno iniziando ad utilizzarle nel corso delle loro sedute.
Ho sviluppato questo metodo, basandomi sulla mia esperienza personale e su quella di numerosissime persone che ho alcoltato durante un decennio di studi da me effettuati per poter trovare una soluzione all'invalidante problema delle crisi di panico, che mi ha visto coinvolto in prima persona. dal cumulo di queste esperienze, sono riuscito ad elaborare una serie di trappole psicologiche in grado di inchiodare all'angolo l'oscuro avversario e le ho catalogate e spiegate nel mio libro intitolato Ho smesso di tremare, che potrete reperire facilmente nel web sotto forma di e-book. Il consiglio che mi sento di darvi, comunque, a prescindere dal mio libro, è quello di trovare la forza di liberarvi dall'ansia e dal panico in voi stessi. il vostro più grande alleato lo troverete soltanto in voi, ed è questo il messaggio che io cerco di trasmettere sempre. In ogni caso nella maniera più assoluta, quello che più di ogni altra cosa vi raccomando, è di tenervi alla larga dall'utilizzo di psicofarmaci e da tutti coloro che ve li consigliano. Ora vi lascio, con il miglior augurio di poter tornare al più presto a poter vivere una esistenza serena.

Alexandre Simonet

Alexandre Simonet intervistato da: Oklahoma Latest and Breaking News

G- Signor Simonet, il suo metodo sta divenendo molto popolare e ha suscitato molta attenzione da parte della comunità scientifica internazionale, ci può descrivere in cosa consiste il suo sistema?

S- Ecco...vede, esso si basa su un particolare tipo di Positive-self-Talk che sono riuscito a mettere a punto grazie alla mia esperienza personale e alla esperienza di numerosissime persone che ho contattato nel corso di un decennio. Ho preso da loro tutte le personali tecniche da esse sviluppate, le ho confrontate con le mie, vi ho inserito le migliori tecniche della psicologia comportamentale, eliminando tutto ciò che in essa era superfluo, ed ho creato questo metodo che a detta dei più, sembra risultare quanto di più adeguato alla risoluzione del problema attacchi di panico, che sia stato finora elaborato. Un mio amico, per scherzare, ha paragonato il mio sistema al jeet- kune-do ideato da Bruce Lee. Anch'egli infatti come me, aveva eliminato tutti i "fronzoli", le cose superflue dalle numerose arti marziali che aveva studiato, per sviluppare il suo metodo unico ed eccezionale, che lo ha trasformato in una leggenda.

G- Anche lei, come il suo amico, vede una relazione in questo paragone?

S- Oggi molti sono scettici verso il mio metodo, essi si chiedono come sia possibile, che un uomo possa essere riuscito ad ottenere quello cui non erano arrivati centinaia di psicologi e psichiatri in numerosi decenni di studi, e anche il famoso attore cinese, veniva guardato di sbieco, quando asseriva di aver migliorato migliaia d'anni di arti marziali, grazie alle sue intuizioni, poi i fatti gli hanno dato ragione. Il suo sistema era unico e micidiale, così come lo è il mio, contro quella che fu anche la mia nemesi: il panico. Si, credo che il paragone del mio amico, calzi a pennello!

G-Perchè ha scelto di pubblicare il suo libro da solo, anziché cercare di ottenere una sua istituzionalizzazione ed il consenso ufficiale dell'ordine degli psichiatri e psicologi, sottoponendo la sua opera per esempio al DSM?

S- Crede non vi abbia provato? Lei pensa davvero che permetterebbero ad un metodo come il mio di essere ufficializzato? Come potrebbero vendere tutti quei miliardi di dollari di psicofarmaci, qualora il mio sistema venisse diffuso dai canali ufficiali? Mi scusi se le ho risposto alla sua domanda con altre domande, ma la realtà è questa.

G-Mi risulta che lei sia stato sempre molto attivo, contro la psichiatria, i suoi eventuali abusi e la diffusione di psicofarmaci. Pensa che ci possa essere questo, dietro l'ostracismo mediatico che lei sostiene si stia perpetrando nei confronti del suo metodo?

S- Ho sempre lottato contro questo tipo di abusi, l'ho fatto anche a fianco di Peter Breggin, e sono anche il fondatore della World Antipsychiatry association, che sto sostenendo grazie alle risorse personali mie e di un pugno di altre persone, oltre ai proventi delle vendite del mio libro. No, credo che ciò non deponga minimamente a mio favore, presso le lobby psichiatriche mondiali e le case farmaceutiche che le foraggiano.

G- C'è qualcosa che lei vorrebbe dire a tutti coloro che sono afflitti dal disturbo di attacchi di panico?

S- Ho sempre una buona parola per loro. Quello che gli dico, a prescindere dal mio libro, è che essi non devono mai perdere la fiducia nelle proprie capacità, perchè se c'è qualcuno che può veramente salvarli, questo qualcuno risiede in loro stessi, è dentro di loro che devono trovare il più grande alleato e soprattutto, assolutamente evitate di assumere sostanze psicotrope, esse possono mascherare gli effetti, ma mai e sottolineo mai risolveranno il loro problema.

Mass-media, disinformazione e cure alternative per gli attacchi di panico

Internet, ha dimostrato essere sempre più un mezzo di informazione a dir poco miracoloso. Lo abbiamo potuto verificare durante le recenti cosiddette rivoluzioni arabe. La rete è stata capace addirittura di rovesciare i governi divenuti quasi "dinastici", che avevano messo letteralmente radici nell'Africa del nord. Stessa cosa sta avvenendo per quanto riguarda la stagnante politica italiana, ridotta a mal partito dal movimento a cinque stelle, quello costituito da Beppe Grillo, per chi non lo sapesse. Il web sta rendendo sempre più difficile, per chi da sempre ha cercato di monopolizzare e strumentalizzare l'opinione pubblica, poterlo fare così spudoratamente come era solito fare fino a pochi anni or sono. Perché dico questo? Semplicemente perché d'ora in avanti, anche per quanto riguarda il nostro campo, sarà sempre più arduo, per coloro che finora hanno potuto impunemente avvalersi dei consueti mass media proni ai diktat delle multinazionali del farmaco, per affermare le loro criminali teorie sul presunto beneficio che le psicodroghe apporterebbero alla cura degli attacchi di panico in particolare, e agli altri disagi di natura psichica in generale. Pensate solo a quanti poveri diavoli in questo stesso momento stanno ingurgitando dannosi quanto inutili psicofarmaci, solo perchè essi anno goduto di uno spropositato imput mediatico, invece di avvalersi di altri metodi molto più efficaci e per nulla dannosi, ma che non sono stati resi noti o lo sono stati solo minimamente, da una disinformazione scientemente voluta dalle case farmaceutiche. Ebbene, l'era di questi mezzucci di informazione, buoni solo per incartare il pesce il giorno dopo, sta per volgere al termine, e in un futuro più prossimo di quanto si possa pensare, questi baroni della psichiatria, queste cariatidi impolverate le vedremo divenire antiquate come la disco-music, e la verità "vera" insieme alla conoscenza alla fine, come è giusto trionferanno.

Blog Attacchi di panico " Ho smesso di tremare" il manuale, facciamo il punto della situazione.

Dunque...mesi e mesi di duro costante lavoro, ben 70 articoli pubblicati, tutti genuini e di prima mano, tranne qualche citazione presa qua e là. cinque sei video pubblicati su Youtube, se ne parla su tutto il web, sono stati pubblicati numerosi articoli e citazioni tratti da autorevoli pubblicazioni...il risultato? Non solo questo sito non compare tra i primi risultati di ricerca di Google effettuando una ricerca generica sotto la voce attacchi di panico, così come dovrebbe essere, ma viene visualizzato circa alla pagina settanta, per poi subito dopo sparire e riapparire alla pagina settantatré o settantacinque per poi sparire da quella posizione e a volte neppure riapparire. Un bel mistero non trovate? Con questo non voglio apparire troppo complottista, non ho mai amato il complottismo tout-court, ma la cosa è alquanto sospetta, non credete? Ho gestito blog che parlavano d'altro in passato, e con la metà degli sforzi che stò impiegando per far crescere questo, ho raggiunto le prime posizioni di ricerca di Google, sempre in brevissimo tempo. Comincio a sospettare che alcuni termini di ricerca, siano stati inseriti in delle apposite black list, insite nell'algoritmo di Google, affinchè certe notizie e o informazioni, per così dire "scomode" rimangano relegate negli oscuri meandri del ciberspazio.
Caso strano, ho provato anche a scrivere a tutte le segreterie dei maggiori quotidiani per far pubblicare anche in Italia qualche notizia inerente questo rivoluzionario metodo, fornendo le mie generalità, credenziali e materiale, solo per non venire degnato neppure di una risposta. Persino Wikipedia, nonostante essa stessa sia piena di citazioni che riguardano il libro "Ho smesso di tremare"ed il mio nome Alexandre Simonet, con una infinità di puerili scuse ha evitato di aprire una pagina dedicata interamente a questo libro, mentre ve ne sono una infinità, dedicata ad autori minori e che hanno scritto dei saggi, molto meno significativi del mio, per ciò che concerne la pubblica utilità. In pratica, per spiegarlo a coloro che non sono addentrati, non si può negare ad un personaggio pubblico, i cui meriti sono stati riconosciuti a livello internazionale, la prerogativa di veder divulgate le sue opere ed i frutti del suo impegno, soprattutto se a titolo gratuito e di pubblica informazione, sulle riviste del settore e su quei veicoli di diffusione dei risultati della ricerca, che sono in continua evoluzione. Dopo i primi comprensibili dubbi, il mio ufficio legale, è stato costretto ad arrendersi all'evidenza delle argomentazioni da me fornitegli, e sta cominciando ad avviare una inchiesta mirata ad individuare le eventuali cause ed i possibili responsabili, dopodiché provvederà ad effettuare una azione legale in proposito.

Vi sono in gioco i miei diritti e quelli di tutti coloro che meritano di essere informati.

Alexandre Simonet.

Rifiutare l'idea della psichiatria come cura e soluzione

Un argomento di cui si sente raramente parlare sono gli effetti che la legge 180, la
cosiddetta legge Basaglia (conosciuta principalmente per aver decretato la chiusura dei
manicomi), ha avuto ed ha ancora oggi sulla nostra società. Ancora più raro è poter
sentire opinioni e pareri di chi rifiuta o si oppone direttamente all'idea della psichiatria
come cura o soluzione. Qualche tempo fa a Pisa mi sono trovato ad assistere ad un
convegno che trattava questo argomento e che ha colpito il mio interesse.
La legge 180 di per sè sancisce norme, diritti e doveri che stato e soggetti interessati
hanno in materia. Si stabilisce ad esempio che il trattamento medico psichiatrico
obbligatorio, chiamato tecnicamente Trattamento Sanitario Obbligatorio o TSO, deve
rispettare i diritti civili e politici garantiti dalla costituzione, compresa per quanto
possibile la libertà di scegliere dove e con chi curarsi. Tra le altre cose vi è il diritto del
paziente di poter comunicare con chi vuole, diritto ad avere tutte le informazioni sulle
cure a cui si è sottoposti e due figure "di garanzia". Infatti il provvedimento deve essere
firmato dal sindaco e confermato dal giudice tutelare preposto secondo le varie modalità
indicate. Sempre secondo la legge chiunque abbia interesse a farlo può avere voce in
capitolo, non è obbligatorio essere il soggetto del provvedimento sanitario nè un
parente dello stesso.
Cos'è dunque che viene contestato? Per quanto mi è stato dato dato di capire è la
funzione, l'efficacia e la validità stesse della psichiatria come sistema di cura. Durante il
convegno è stato denunciato l'utilizzo della psichiatria come meccanismo di controllo
autoalimentato perchè la psichiatria, nella forma di prescrizione di farmaci è un affare
colossale. Chiunque potrebbe essere soggetto di un TSO, che nei fatti limita, quando
non annulla, i diritti individuali di una persona che, una volta iniziati i trattamenti
farmacologici, non ha più neppure le facoltà mentali per potersi opporre. Ho sentito
parlare di camicia di forza chimica, parlando degli psicofarmaci che si può essere
costretti ad assumere e che spesso sono sostanze con effetti collaterali terribili come
una forte dipendenza. Ho sentito parlare dell'abuso del sistema per fini meramente
economici, come, ad esempio, per riuscire a sfrattare qualcuno facendolo internare, e
anche dell'utilizzo opposto, per creare cioè una situazione di emergenza medica che
impedisca uno sfratto. Il quadro dipinto dagli interventi effettuati dagli esponenti dei vari
gruppi è risultato insomma piuttosto funesto. Ma più di tutto mi ha colpito parlare con
una ragazza che tutto questo lo ha vissuto sulla sua pelle e che preferisce però restare
anonima. Parlando con lei di quello che ha vissuto e quello che ancora soffre a causa
delle "cure" subite ho potuto accorgermi anche della grande paura che questo sistema
infligge. Paura di non riuscire ad uscirne, perchè non si prevede una guarigione ma solo
un continuo curarsi, paura di tornare a perdere la propria lucidità mentale, ancora
grandemente inficiata a causa dei farmaci e dei loro effetti collaterali, paura di esporsi
ed essere nuovamente trascinata in un incubo, paura di essere sola, perchè non sai a
chi potresti chiedere aiuto, e, anche trovando la lucidità mentale di farlo chi le
crederebbe? Dopotutto un medico ha decretato che è "disturbata" e da quel momento si
cessa di essere una persona vera, una persona le cui parole hanno un peso.